<?xml version="1.0" encoding="utf-8"?><feed xmlns="http://www.w3.org/2005/Atom" ><generator uri="https://jekyllrb.com/" version="3.10.0">Jekyll</generator><link href="https://saltomentale.it/feed/index.xml" rel="self" type="application/atom+xml" /><link href="https://saltomentale.it/" rel="alternate" type="text/html" /><updated>2026-05-15T12:48:57+00:00</updated><id>https://saltomentale.it/feed/index.xml</id><title type="html">Salto Mentale</title><subtitle>Idee che cambiano la prospettiva</subtitle><author><name>SaltoMentale</name></author><entry><title type="html">I Piani e la Dispersione Dei Risultati</title><link href="https://saltomentale.it/dispersione-dei-risultati/" rel="alternate" type="text/html" title="I Piani e la Dispersione Dei Risultati" /><published>2026-03-06T07:30:00+00:00</published><updated>2026-03-06T07:30:00+00:00</updated><id>https://saltomentale.it/dispersione-dei-risultati</id><content type="html" xml:base="https://saltomentale.it/dispersione-dei-risultati/"><![CDATA[<p>Siamo a marzo, un momento eccellente per un primo bilancio. Questo gennaio, nel
periodo d’oro dei buoni propositi, mi sono seduto a tavolino, ho guardato al
2026 e ho tracciato una linea dritta che partiva da me in quel momento, per
arrivare al mio obiettivo a dicembre. Che fosse risparmiare 10.000€, mettermi in
forma o lanciare un nuovo progetto, il mio cervello si immaginava un percorso
lineare, ragionevole, controllabile.</p>

<p>Ho stilato un bel piano. Ma dal momento in cui l’inchiostro si è asciugato sulla
carta, quanto è lecito attendersi che quel piano diventi realtà?</p>

<h2 id="il-cono-dellincertezza">Il Cono dell’Incertezza</h2>

<p>Man mano che ci allontaniamo dal “Giorno 1”, il tempo passa e la realtà inizia a
tirare i suoi dadi. Un guasto all’auto, un’opportunità di lavoro inaspettata,
un’epidemia di influenza, l’incontro fortuito con una persona che ti cambia la
prospettiva.</p>

<p>Più andiamo avanti, più i risultati possibili tendono a disperdersi. In
meteorologia lo chiamano <strong>cono dell’incertezza</strong>: a 24 ore di distanza sanno
più o meno dove colpirà l’uragano, a 5 giorni di distanza l’area di possibile
impatto si allarga a dismisura, rendendo la traiettoria quasi imprevedibile.</p>

<p>Il tuo piano accurato e diligente è per certi versi simile alla media matematica
di tutti i possibili scenari che immagini. È il risultato più noioso, “piatto” e
paradossalmente è improbabile che si verifichi esattamente come lo hai
immaginato.</p>

<p>A causa di questa dispersione, basta un singolo evento casuale nell’arco
dell’anno per spingerti verso esiti completamente divergenti. Puoi
tranquillamente passare da quello che doveva essere “un anno normale” all’anno
peggiore della tua vita, oppure – udite udite – all’anno di gran lunga migliore
di sempre.</p>

<p>Il tuo controllo sul risultato finale è tragicamente limitato.</p>

<h2 id="gettare-la-spugna">Gettare la spugna?</h2>

<p>Significa forse che non bisogna più darsi da fare? Che tanto vale gettare il
piano nel caminetto, stappare una birra e lasciare che l’entropia faccia il suo
corso?</p>

<p>Assolutamente no, ed è qui che risiede il paradosso. Come diceva Dwight D.
Eisenhower: <em>“I piani sono inutili, ma la pianificazione è indispensabile.”</em></p>

<p>Le basi per aumentare le probabilità di risultati positivi le gettiamo con il
nostro lavoro, la nostra preparazione e la nostra prontezza. Se non fai i
compiti a casa (risparmiare, studiare, allenarti, curare le tue relazioni),
quando la dispersione della vita ti lancerà un’occasione fantastica addosso, tu
<strong>non avrai le energie, le facoltà o il tempo per coglierla</strong>.</p>

<p>Il lavoro conta moltissimo, e il processo di pianificare è vitale per fare
ordine mentale, ma <strong>il documento che ne esce è in gran parte inutile</strong>, o lo
diventa presto. È una mappa logica di un territorio caotico.</p>

<h2 id="il-potenziale-dellopzionalità">Il Potenziale dell’Opzionalità</h2>

<p>Pianifichiamo e fatichiamo non per eseguire un copione alla virgola, ma per
costruirci uno stato di <strong>convessità</strong> (grazie, Nassim Taleb).</p>

<p>Se sei preparato, quando la sfortuna colpisce (e colpirà, perché i risultati si
disperdono anche verso il basso), subirai un danno, ma sopravviverai perché sei
resiliente. Ma quando la variabilità gioca casualmente a tuo favore, sarai nella
posizione privilegiata di ottenere guadagni asimmetrici.</p>

<p>Il tuo duro lavoro non serve a controllare magicamente il futuro, serve a farti
trovare nel posto giusto e con la carriola pronta quando piove oro.</p>

<h2 id="i-punti-deboli">I Punti Deboli</h2>

<p>Smontiamo un attimo la tesi prima che lo facciate voi nei commenti. Se il piano
perde rapidamente di efficacia e i risultati sono ampiamente distribuiti dal
caso, c’è il rischio di cadere in alcune valutazioni superficiali:</p>

<h3 id="quali-sono-i-miei-meriti">Quali sono i miei meriti?</h3>

<p>“Eh, vedi, non ho raggiunto l’obiettivo perché il caso ha voluto così”.
Accettare la dispersione dei risultati non deve mai trasformarsi in una scusa
per assolversi dai propri sbagli. Così come, d’altra parte, non dovrebbe
autorizzarci a prenderci tutto il merito quando le cose vanno molto bene,
ignorando il ruolo della fortuna. Noi non abbiamo il pieno controllo sull’esito
finale, ma abbiamo l’assoluto controllo sull’impegno, sulla costanza e sul duro
lavoro che ci mettiamo ogni giorno per spostare la media delle probabilità a
nostro favore.</p>

<h3 id="senza-il-piano-che-faccio-domattina">Senza il piano, che faccio domattina?</h3>

<p>Facciamo chiarezza: non sto suggerendo di vivere allo sbando. Avere un piano è
senza dubbio d’aiuto, specialmente quando è appena stato stilato ed è ancora
“fresco”. Quel pezzo di carta ti permette di dare una bussola iniziale ai tuoi
sforzi e di concentrare le energie quando parti da zero. Tuttavia, con il
passare del tempo e l’accumularsi di eventi inattesi, quel piano perderà
aderenza con la realtà. Ti servirà qualcosa di stabile ed affidabile nel lungo
periodo e questi sono i tuoi <strong>sistemi</strong> e le tue <strong>abitudini</strong>. Il piano ti dà
la direzione iniziale, ma sono le abitudini a farti andare avanti nell’ignoto.
Non darti solo un piano come “correre la maratona il 20 ottobre”, datti come
sistema “allenarmi tre volte a settimana e mangiare bene”. Il piano fallisce al
primo infortunio mentre il sistema regge e ti tiene in marcia nell’incertezza.</p>

<h3 id="e-sul-lungo-periodo">E sul lungo periodo?</h3>

<p>La statistica ci rassicura con il concetto di <strong>regressione alla media</strong>. Nel
lunghissimo periodo (decenni), l’accumulo dei tuoi sistemi e del duro lavoro
dovrebbe smussare i picchi e le valli del caso, riportando i risultati verso una
media favorevole e prevedibile. Come in finanza, no?</p>

<p>Temo che non funzioni così: la regressione alla media richiede
<em>diversificazione</em>. Senza di essa, i risultati possono rimanere divergenti e
potresti non sopravvivere abbastanza a lungo da vedere un ritorno alla media.
Torniamo alla finanza: se scommetti tutto su una singola azione (zero
diversificazione), la dispersione potrebbe distruggerti per sempre, non c’è
nessuna garanzia che torni in pari. Se invece investi in un portafoglio
azionario globale ben diversificato, su 12 mesi c’è molta variabilità, ma su un
orizzonte di 20 anni la regressione alla media prende il sopravvento e lo
trasforma in una scelta molto più prevedibile. Puoi introdurre diversificazione
nella tua vita? Forse, vale la pena pensarci.</p>

<p>Quello che sicuramente vale la pena fare è pianificare, lavorare duro,
costruirsi i propri sistemi, tenersi un buon margine di energie e risorse. E poi
prepararsi a buttar via il piano quando la vita, inevitabilmente, deciderà di
sorprenderti.</p>

<h2 id="approfondimenti">Approfondimenti</h2>

<p>Vuoi farti esplodere il cervello su questi concetti?</p>

<ul>
  <li><strong><a href="https://www.amazon.it/Antifragile-Prosperare-disordine-Nassim-Nicholas/dp/884283419X/ref=nosim?tag=saltomentale-21">Antifragile</a></strong>
di Nassim Nicholas Taleb. Per capire come trarre profitto dal caos, dagli
shock e dall’incertezza.</li>
  <li><strong><a href="https://www.amazon.it/Atomic-habits-Piccole-abitudini-cambiamenti/dp/B0C7FQW26M/ref=nosim?tag=saltomentale-21">Atomic Habits - Piccole abitudini per grandi cambiamenti</a></strong>
di James Clear. Per capire perché i sistemi e le abitudini quotidiane battono
gli obiettivi (e i piani) a lungo termine.</li>
  <li><strong><a href="https://www.amazon.it/Giocati-caso-ruolo-fortuna-finanza/dp/8842820237/ref=nosim?tag=saltomentale-21">Giocati dal caso</a></strong>
sempre di Taleb. Per capire l’impatto degli eventi casuali nella vita e
smettere di credere di avere sempre tutto sotto controllo.</li>
</ul>]]></content><author><name>Calt</name></author><category term="Crescita Personale" /><category term="Strategia" /><summary type="html"><![CDATA[Pianificare è cruciale, ma il piano che ne risulta vale poco.]]></summary><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://saltomentale.it/assets/media/dispersione-dei-risultati.jpg" /><media:content medium="image" url="https://saltomentale.it/assets/media/dispersione-dei-risultati.jpg" xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" /></entry><entry><title type="html">La Via della Cedevolezza</title><link href="https://saltomentale.it/la-via-della-cedevolezza/" rel="alternate" type="text/html" title="La Via della Cedevolezza" /><published>2026-02-15T07:00:00+00:00</published><updated>2026-02-15T07:00:00+00:00</updated><id>https://saltomentale.it/la-via-della-cedevolezza</id><content type="html" xml:base="https://saltomentale.it/la-via-della-cedevolezza/"><![CDATA[<p>Sono sudato fradicio, il cuore mi martella nel petto e ho i muscoli che
bruciano. Di fronte a me c’è il mio maestro di Judo. È più anziano di me, più
leggero e, francamente, sembra molto meno in forma di me.</p>

<p>Decido che è il momento. Mi lancio in un attacco brutale, mettendoci tutta la
forza che ho nelle gambe e nelle braccia. Voglio spostarlo, voglio atterrarlo.
Spingo come un toro.</p>

<p>Lui fa un passo laterale. Un millimetro. E mi tira leggermente la manica.</p>

<p>Il mondo si capovolge. Un istante dopo sto fissando il soffitto della palestra,
chiedendomi che targa avesse il camion che mi ha appena investito. Il maestro
non ha nemmeno il fiatone.</p>

<p>“Vedi,” mi dice sorridendo, “tu hai usato la forza. Io ho usato la tua forza.”</p>

<h2 id="martiri-perché">Martiri perché?</h2>

<p>Cambiamo scenario. Compleanno di una compagna di scuola di mia figlia. La madre
della festeggiata è un’eroina dei nostri tempi. Ha passato gli ultimi due giorni
chiusa in cucina. Ha preparato arancini fatti in casa, pizzette lievitate 48
ore, torte a tre piani scolpite a mano.</p>

<p>Arriva il momento della festa. I bambini corrono ovunque, urlano, si divertono.
La madre? È un fantasma. Ha le occhiaie fino alle ginocchia, è nervosa, scatta
per un nonnulla. Quando la figlia soffia le candeline, lei sta quasi per svenire
dalla stanchezza.</p>

<p>Gli arancini erano buonissimi? Sì. La festa è stata un successo <em>grazie</em> agli
arancini? No. Ai bambini bastavano le patatine in busta. La madre si è goduta il
momento? Assolutamente no.</p>

<p>Ha applicato la “Brute Force” alla felicità familiare. Ha spinto contro il muro
finché non è crollata lei.</p>

<h2 id="la-via-della-cedevolezza">La Via della Cedevolezza</h2>

<p>Judo (柔道) significa letteralmente “Via della Cedevolezza”. Il principio
cardine è il <strong>Seiryoku Zenyo</strong>: <em>massima efficienza con il minimo sforzo</em>.</p>

<p>Non significa essere pigri. Significa capire la fisica del problema che hai
davanti. Se un problema ti spinge, tu non spingere indietro. Tiralo. Se un
problema ti tira, spingilo.</p>

<p>La componente tecnica è il <strong>Kuzushi</strong>: lo squilibrio. Non puoi atterrare un
avversario (o risolvere un problema complesso) se è perfettamente stabile e
piantato a terra. Devi prima squilibrarlo. Devi trovare il punto in cui la sua
struttura cede, il suo centro di gravità vacilla, e applicare la forza lì.</p>

<p>Tutto il resto rischia di essere fatica sprecata.</p>

<h2 id="applicazioni-pratiche">Applicazioni Pratiche</h2>

<p>Ok, bello il tatami, le tutine, tutti fichi. Ma come si applica alla vita vera?
Facciamo qualche confronto tra la via della forza bruta e la via della
cedevolezza.</p>

<h3 id="1-la-promozione-in-ufficio">1. La Promozione in Ufficio</h3>

<ul>
  <li><strong>Forza bruta:</strong> Lavori 12 ore al giorno. Rispondi alle mail alle 23:00. Ti
carichi di tutto il lavoro sporco sperando che qualcuno “noti il tuo
sacrificio”. Risultato: Burnout, colleghi che ti sfruttano, e il capo che
pensa che tu sia solo “un bravo operaio”.</li>
  <li><strong>Via della cedevolezza:</strong> Osservi il tuo capo. Cos’è che lo tiene sveglio la
notte? Qual è l’obiettivo su cui <em>lui</em> viene valutato? Quello è il suo punto
di squilibrio. Ti concentri solo su quello. Risolvi il <em>suo</em> problema.
Risultato? Diventi indispensabile con la metà delle ore lavorate. Minimo
sforzo, massima efficacia.</li>
</ul>

<h3 id="2-la-festa-di-compleanno-redux">2. La Festa di Compleanno (Redux)</h3>

<ul>
  <li><strong>Via della cedevolezza:</strong> Compri le pizzette dal fornaio (o le ordini).
Spendi 50€. Risparmi 48 ore di lavoro. Usi quelle 48 ore per riposarti ed
essere un genitore sorridente, giocoso e presente durante la festa. Il ricordo
che avrà tua figlia non sarà il sapore del ripieno dell’arancino, ma il
sorriso di sua madre. Hai ottenuto un risultato migliore (felicità della
figlia) con uno sforzo infinitesimale.</li>
</ul>

<h3 id="3-sicurezza-informatica">3. Sicurezza Informatica</h3>

<ul>
  <li><strong>Forza bruta:</strong> Un hacker prova tutte le combinazioni possibili di lettere e
numeri per indovinare la tua password. <code class="language-plaintext highlighter-rouge">aaaaa</code>, <code class="language-plaintext highlighter-rouge">aaaab</code>, <code class="language-plaintext highlighter-rouge">aaaac</code>… Richiede
una potenza di calcolo mostruosa e anni di tempo. È l’approccio stupido.</li>
  <li><strong>Via della cedevolezza:</strong> L’hacker chiama la segretaria fingendosi un tecnico
IT stressato che deve “assolutamente risolvere un problema urgente prima che
il direttore si arrabbi”. Chiede la password. La segretaria, per gentilezza o
timore dell’autorità, gliela dà. Tempo impiegato: 3 minuti. Sforzo
computazionale: zero. Ha sfruttato la natura umana (la vulnerabilità) invece
di opporsi alla crittografia (il muro).</li>
</ul>

<h2 id="il-vero-guadagno-è-lopzionalità">Il vero guadagno è l’opzionalità</h2>

<p>Perché cercare questa efficienza? Non è solo per fare i lavativi. Quando ottieni
tanto con poco, crei <strong>opzionalità</strong>. Crei un surplus di energia e tempo.</p>

<p>A quel punto hai due scelte, entrambe fantastiche:</p>

<ol>
  <li><strong>Ti godi la vita.</strong> Ti riposi. Leggi un libro. Guardi il soffitto. È
legittimo. Hai vinto, goditi il premio.</li>
  <li><strong>Scali la montagna successiva.</strong> Usi quell’energia risparmiata per
affrontare un problema più grande, che prima era fuori dalla tua portata.</li>
</ol>

<p>Mantenendo lo stesso livello di “fatica” di chi usa la forza bruta, tu puoi
risolvere dieci problemi invece di uno. Oppure risolverne uno e goderti la vita
per il resto del tempo. La scelta è tua. Chi usa la forza bruta non ha scelta:
deve solo continuare a spingere.</p>

<h2 id="i-punti-deboli">I Punti Deboli</h2>

<p>So cosa stai pensando. “Facile a dirsi. Ma la gavetta? Il sudore?”</p>

<p>Hai ragione. C’è un trucco. Per fare Judo servono anni. Non è un caso se il mio
maestro con 25 anni più di me mi stende senza battere ciglio.</p>

<ol>
  <li><strong>Il paradosso del principiante:</strong> Non puoi trovare la via intelligente se
non conosci le basi. Spesso devi passare attraverso la fase <em>forza bruta</em> per
imparare abbastanza bene il dominio da notare dove sono le leve. Non puoi
hackare un sistema che non conosci.</li>
  <li><strong>Non tutto è una leva:</strong> A volte devi studiare un manuale di 1000 pagine. A
volte devi accudire un parente malato notte dopo notte. Lì non c’è trucco,
non c’è <em>social engineering</em>. C’è solo resilienza e capacità di tirare
avanti. Certo aiuta se hai applicato la via della cedevolezza in altre aree
per ritagiarti le energie che ti servono nella sfida inevitabile.</li>
  <li><strong>Il rischio della passività:</strong> Cercare sempre la via più facile può
trasformarsi in pigrizia. Aspetto di trovare una via migliore, e aspetto e
aspetto ed alla fine non hai trovato né la via migliore né hai risolto il
problema.</li>
</ol>

<p>Ma anche nel mezzo della fatica più nera, il vero praticante cerca sempre lo
spiraglio. Anche mentre spingi il masso su per la montagna, cerchi di capire se
non ci sia, magari, una carrucola da qualche parte.</p>]]></content><author><name>Calt</name></author><category term="Crescita Personale" /><category term="Strategia" /><summary type="html"><![CDATA[Smetti di spingere. Impara a tirare. Fare fatica è spesso sopravvalutato.]]></summary><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://saltomentale.it/assets/media/la_via_della_cedevolezza.jpg" /><media:content medium="image" url="https://saltomentale.it/assets/media/la_via_della_cedevolezza.jpg" xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" /></entry><entry><title type="html">1144 Settimane</title><link href="https://saltomentale.it/1144-settimane/" rel="alternate" type="text/html" title="1144 Settimane" /><published>2025-05-27T03:00:00+00:00</published><updated>2025-05-27T03:00:00+00:00</updated><id>https://saltomentale.it/1144-settimane</id><content type="html" xml:base="https://saltomentale.it/1144-settimane/"><![CDATA[<p>Penso spesso a quanto tempo mi resta da vivere. Forse troppo, ma ho visto fin troppi non pensarci affatto e ritrovarsi a fare i conti con la propria mortalità quando ormai era troppo tardi.</p>

<p>Voglio sfruttare al massimo il tempo che mi è concesso. È per questo che ci penso.</p>

<p>In prima battuta: l’aspettativa di vita alla nascita è di circa 80 anni. Se moltiplichiamo per 52 settimane l’anno e arrotondiamo, arriviamo alle famose <a href="https://www.amazon.it/Quattromila-settimane-Gestione-facile-efficace/dp/8850267398/ref=nosim?tag=saltomentale-21">4000 settimane</a>. Ovviamente, l’aspettativa di vita si allunga man mano che si invecchia — banalmente, se hai già 85 anni non ti aspetti più di morire a 80, ma magari a 88 o 90. L’ISTAT ha le sue belle tabelline su questo.</p>

<p>Quello che però spesso non si considera è la qualità di queste settimane: quanto ognuna di esse possa essere trasformata in qualcosa di significativo. A 30 anni hai livelli di energia, motivazione, ottimismo e responsabilità molto diversi rispetto agli 85. C’è sempre variabilità, certo, ma una buona soglia conservativa sono i 70 anni. È ragionevole pensare che, se ti prendi cura di te (esercizio fisico e mentale, buon sonno, alimentazione sana, poco stress) e salvo sfighe clamorose, ci si possa arrivare ancora in forma. Abbastanza lucidi da aiutare una persona cara, prendere decisioni importanti, farsi un bel viaggio o tenere testa agli operai di un cantiere quando vorranno mandarti affanculo.</p>

<p>Quella è la mia soglia: 70 anni. Tutto il resto, se ci sarà, lo prendo come bonus. “Ho scroccato un altro giorno”, come diceva un mio caro zio.</p>

<p>Oggi ho 38 anni. A 70 ne mancano 32. Facendo due conti: circa 1650 settimane.</p>

<p>Ma sarei uno sciocco a pensare che una settimana a 69 anni valga quanto una settimana oggi, a 38.
Ci sono i rischi di malattie croniche.
Gli incidenti.
I lutti, i traumi, le depressioni.
E poi l’energia, la motivazione, l’entusiasmo: tutto tenderà a calare.</p>

<p>Devo tenere conto di questi fattori per attualizzare il valore del tempo futuro, riportarlo su una scala più realistica. Perché una settimana a 70 anni non vale come una settimana adesso.</p>

<p>Quindi, mi sono fatto questo schema:</p>
<ul>
  <li>Dai 38 ai 50 anni: ogni settimana vale 1. Totale: 624 settimane.</li>
  <li>Dai 50 ai 60 anni: applico uno “sconto” del 30%. Ogni settimana vale 0,7. Totale: 364 settimane.</li>
  <li>Dai 60 ai 70 anni: applico uno “sconto” del 70%. Ogni settimana vale 0,3. Totale: 156 settimane.</li>
</ul>

<p>In totale mi restano 1144 settimane.</p>

<p>Tempo di darmi da fare.</p>]]></content><author><name>Calt</name></author><category term="Analisi di tutti i giorni" /><summary type="html"><![CDATA[Tutte da sfruttare... si spera.]]></summary><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://saltomentale.it/assets/media/1144-settimane_cover.jpg" /><media:content medium="image" url="https://saltomentale.it/assets/media/1144-settimane_cover.jpg" xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" /></entry><entry><title type="html">Comprare o noleggiare?</title><link href="https://saltomentale.it/comprare-o-noleggiare/" rel="alternate" type="text/html" title="Comprare o noleggiare?" /><published>2025-05-20T03:00:00+00:00</published><updated>2025-05-20T03:00:00+00:00</updated><id>https://saltomentale.it/comprare-o-noleggiare-</id><content type="html" xml:base="https://saltomentale.it/comprare-o-noleggiare/"><![CDATA[<p>Stavo pensando di cambiare auto, sostituendo la nostra gloriosa Panda. Magari con una Fiat Qubo… Mi sto imborghesendo!</p>

<p>Ma ha senso finanziariamente?</p>

<p>Per capirlo, devo prima quantificare il valore aggiunto. Un buon modo è stimare quanto sarei disposto a pagare per noleggiare i benefici extra di una Qubo rispetto alla Panda, che si riducono sostanzialmente a:</p>

<p>Aria condizionata: 100€ all’anno (utile per quei 2-3 viaggi lunghi d’estate)</p>

<p>Bagagliaio più grande: 100€ all’anno (molto comodo in campeggio)</p>

<p>Motore migliore: 50€ all’anno</p>

<p>Sono cifre soggettive, come sempre, quindi prendetele con le pinze. Comunque, il beneficio totale lo stimo in circa 250€ annui.</p>

<p>E qui entra in gioco il numero magico: 25.</p>

<p>Ovvero 1 diviso il 4%. Sì, proprio quel 4% del <a href="/si-puo-smettere-di-lavorare-prima-della-pensione">Safe Withdrawal Rate</a> — un riferimento prudente che mi piace.</p>

<p>In pratica: se un oggetto mi genera 100€ di valore all’anno, il prezzo massimo per acquistarlo (invece di noleggiarlo o farne a meno) è 100€ × 25 = 2500€. Se costa di più, meglio lasciar perdere o trovare alternative. Se costa meno e dura abbastanza… conviene comprarlo.</p>

<p>Non è una strategia perfetta, ma nemmeno perdersi in mille pippe lo è. E funziona abbastanza bene.</p>

<p>Nel mio caso, per la Qubo, devo cercarne una con chilometraggio e condizioni comparabili alla Panda che costi meno di 250€ × 25 = 6.250€.</p>

<p>Direi che è fattibile. Potrei iniziare a dare un’occhiata in giro.</p>]]></content><author><name>Calt</name></author><category term="Finanza personale" /><summary type="html"><![CDATA[Questo è il dilemma e 25 è la risposta.]]></summary><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://saltomentale.it/assets/media/comprare-o-noleggiare_cover.jpg" /><media:content medium="image" url="https://saltomentale.it/assets/media/comprare-o-noleggiare_cover.jpg" xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" /></entry><entry><title type="html">Quando fare finta non funziona</title><link href="https://saltomentale.it/quando-fare-finta-non-funziona/" rel="alternate" type="text/html" title="Quando fare finta non funziona" /><published>2025-04-24T10:10:27+00:00</published><updated>2025-04-24T10:10:27+00:00</updated><id>https://saltomentale.it/quando-fare-finta-non-funziona</id><content type="html" xml:base="https://saltomentale.it/quando-fare-finta-non-funziona/"><![CDATA[<p>Ci sono situazioni in cui fare finta funziona.</p>

<p>Di solito sono a breve termine, ad esempio raccogliere fondi per il tuo progetto da bavosi vecchi nazisti. Fingi un po’, firmi il contratto, prendi i soldi e cerchi di sentirti meno sporco possibile donandone una parte ai collezionisti di carte Digimon.</p>

<p>Oppure implicano il cambiare sé stessi. Tipo quando vuoi fare esercizio regolare ma sai di essere un pigrone colossale. Fai finta di essere uno sportivo, ti presenti tutti i giorni in palestra e dopo un mese o due di costanza e finzione ecco che sei davvero uno sportivo.</p>

<p>Ci sono altre aree dove far finta non funziona.</p>

<p>Di solito sono a lungo termine e non contemplano il cambiare te stesso. Il primo esempio che mi viene in mente sono le relazioni personali: inutile che fingi di essere un avvocato di successo per impressionare la donna dei tuoi sogni, prima o poi ti becca e ti sfancula, giustamente. Inutile che fingi di voler gestire un team di 100 persone per fare carriera quando tu di fare il manager non ne hai per nulla voglia. Nella migliore delle ipotesi ti sgamano dopo una settimana e ti danno il ben servito.</p>

<p>Non è che fingere non vada bene. Bisogna solo capire quando sfruttarlo.</p>]]></content><author><name>Calt</name></author><category term="Contesto sociale" /><summary type="html"><![CDATA[Fingere non è il male. Il male è non sapere quando farlo.]]></summary><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://saltomentale.it/assets/media/quando-fare-finta-non-funziona_cover.jpg" /><media:content medium="image" url="https://saltomentale.it/assets/media/quando-fare-finta-non-funziona_cover.jpg" xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" /></entry><entry><title type="html">Non raccoglierai banane seminando pere</title><link href="https://saltomentale.it/non-raccoglierai-banane-seminando-pere/" rel="alternate" type="text/html" title="Non raccoglierai banane seminando pere" /><published>2025-04-14T10:10:47+00:00</published><updated>2025-04-14T10:10:47+00:00</updated><id>https://saltomentale.it/non-raccoglierai-banane-seminando-pere</id><content type="html" xml:base="https://saltomentale.it/non-raccoglierai-banane-seminando-pere/"><![CDATA[<p>Da sempre sento una massima catastrofista: “I veri amici si vedono nel momento del bisogno”, seguita dal postulato uno: “nel momento del bisogno non si vede un cazzo di nessuno”.</p>

<p>Ho visto gente iper-socievole, coinvolta nella comunità e con larghe famiglie che si abbracciano tutti i Natali che, una volta ammalati, si ritrovano soli, visitati solo da uno sparuto gruppo di vecchie pettegole. Tanto valeva non investire affatto nelle reti sociali, se poi si finisce comunque abbandonati, no?</p>

<p>Penso ci sia un errore banale: le relazioni sociali che hanno coltivato erano basate sulla gioia. Ti si vuole bene e sei l’anima della festa, non vediamo l’ora di passare del tempo con te, a festeggiare. Ma se ti ammali diventi una persona diversa. Non vengo più per fare festa ma per sentire i tuoi malanni, condividere il tuo sconforto e le tue pene. Non è per questo che ho firmato!</p>

<p>C’è da sorprendersi se la clientela affezionata di una estetista sparisce quando questa apre un ufficio funebre? Non direi, lei aveva seminato pere, non può raccogliere banane.</p>

<p>Come è ovvio sto semplificando i rapporti umani, però penso che il principio sia valido. Quindi cosa fare?</p>

<p>Se vuoi gente che stia attorno al tuo letto di morte, frequenta persone che lo fanno abitualmente e lo ritengono importante. Unisciti a gruppi di volontari a cui piace servire ed aiutare gli altri, avvicinati al gruppo delle donne che piangono nei funerali, vai e condividi le pene altrui, così che per reciprocità saranno chiamati a loro volta a condividere le tue.</p>

<p>Se vuoi passare bei momenti di gioia con le persone fallo, fallo spesso e con piacere, senza attenderti che ricambino quando sarai malato, ma aspettandoti che ti invitino alle loro feste ed alle loro gioie.</p>

<p>Di sicuro, non aspettarti che vengano al tuo capezzale perché li hai invitati a quella bella festa con le signorine. Semina pere per raccogliere pere, semina banane per raccogliere banane.</p>]]></content><author><name>Calt</name></author><category term="Efficacia Personale" /><summary type="html"><![CDATA[Dovrai seminare quello che vuoi raccogliere, anche con le persone]]></summary><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://saltomentale.it/assets/media/non-raccoglierai-banane-seminando-pere_cover.jpg" /><media:content medium="image" url="https://saltomentale.it/assets/media/non-raccoglierai-banane-seminando-pere_cover.jpg" xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" /></entry><entry><title type="html">1093 sport economici da iniziare oggi</title><link href="https://saltomentale.it/1093-sport-economici-da-iniziare-oggi/" rel="alternate" type="text/html" title="1093 sport economici da iniziare oggi" /><published>2024-09-10T10:10:59+00:00</published><updated>2024-09-10T10:10:59+00:00</updated><id>https://saltomentale.it/1093-sport-economici-da-iniziare-oggi</id><content type="html" xml:base="https://saltomentale.it/1093-sport-economici-da-iniziare-oggi/"><![CDATA[<p>Ah, quanto costa fare sport!</p>

<ul>
  <li>120€ al mese per andare in palestra.</li>
  <li>Migliaia di euro per una buona mountain bike.</li>
  <li>Decine di migliaia di euro per l’equitazione o le corse di go kart.</li>
</ul>

<p>Siamo tutti in sintonia se dico che fare sport è bello ed importante, ma vale certe cifre? Quanto ha senso spendere e come risparmiare? Bene, oggi, dopo aver analizzato come fare <a href="/vacanze-economiche-ma-che-dico-gratis">vacanze quasi gratis</a> passiamo a trovare gli sport più economici. Sport che puoi iniziare oggi stesso, qualsiasi sia la stagione ed il tuo portafoglio.</p>

<h2 id="cosa-significa-sport">Cosa significa sport?</h2>

<p>Il primo passo per risolvere un problema è capirlo. Nel nostro caso dobbiamo decidere <strong>che cosa significa sport</strong>. Partiamo dalla Treccani:</p>

<blockquote>
  <p>Attività intesa a <strong>sviluppare le capacità fisiche e insieme psichiche</strong>, e il complesso degli esercizi e delle manifestazioni, soprattutto agonistiche, in cui tale attività si realizza, praticati nel <strong>rispetto di regole</strong> codificate da appositi enti, sia per spirito competitivo, sia per divertimento, senza quindi il carattere di necessità, di obbligo, proprio di ogni attività lavorativa.</p>
</blockquote>

<p>Chiariamo anche cosa significa <strong>agonismo</strong>:</p>

<blockquote>
  <p>Particolare <strong>impegno</strong> di un atleta o di una squadra durante lo svolgimento di una gara; spirito combattivo, di emulazione: una gara combattuta con grande agonismo.</p>
</blockquote>

<p>Ok, direi che possiamo escludere le attività professionali: se l’obiettivo è vincere le gare più prestigiose e mantenersi con tale attività, questo non è l’articolo giusto.</p>

<p>Parliamo invece di sfida psico-fisica da svolgersi con grande impegno e seguendo delle regole ben definite. Ti piace come definizione? Allora continuiamo.</p>

<p>Cosa ci serve per poter svolgere un’attività di questo tipo? La sfida e la competizione possono essere contro gli altri ma anche contro noi stessi. Potrebbero esserci utili dei compagni di squadra e degli avversari, ma potremmo bastare anche noi soli.</p>

<p>Le regole potrebbero essere comuni e decise da un ente internazionale, come la FIFA per il calcio, oppure potrebbero essere scelte da noi stessi per noi stessi, purché siano chiare, stabili e stimolanti.</p>

<p>L’attrezzatura necessaria dipende dalle regole.</p>

<p>Insomma, tutto molto ampio e libero. Abbiamo talmente tanto spazio di manovra che mi sembra semplice trovare un po’ di sport interessanti, divertenti, stimolanti ed assolutamente fichi ad un costo irrisorio. Vai di carrellata.</p>

<h2 id="sport-economici-x-tutti-i-gusti">Sport economici x tutti i gusti</h2>

<h3 id="woodybuilding">WoodyBuilding</h3>
<p>All’appassionato di bodybuilding che ritiene una necessità l’abbonamento con personal trainer da 2000€ annui propongo le sfide del boscaiolo. Invece della sala pesi prendi un bel paio di guanti da lavoro pesanti in pelle da 10€, un paio di scarpe vecchie e te ne vai nei boschi a ripulirli, sollevare tronchi decine di volte, fare Tyson squats sulle rocce con il carico sulla schiena. Magari ti pagano pure, chissà. Unica regola: devi arrivare a casa dolorante e fare gli esercizi con attenzione e cura per sviluppare bene la tua muscolatura. Se ti serve motivazione puoi scaricarti la sigla del <a href="https://www.youtube.com/watch?v=Gpc5_3B5xdk">Benny Hill Show</a> e metterla in loop. O Eminem, purché non alzi i costi.</p>

<p>Alternativa decisamente meno gagliarda sarebbe farsi una palestrina domestica, magari usata. Un po’ di pesi, una panca e poco altro bastano a farti il fisico top. Occhio alle emorroidi, just saying.</p>

<h3 id="klunking">Klunking</h3>
<p>A chi cerca l’adrenalina delle MTB e sogna la enduro da 10’000€ in carbonio (cacata) con ammortizzatori avanti, dietro e di lato, abs, doppio airbag e magari pure elettrica così hai più tempo ed energie per le discese consiglio invece il <a href="https://www.bikemag.com/news/klunking-first-mountain-bikes">Klunking</a> e <a href="https://www.youtube.com/watch?v=2JlvPy-xarA">l’underbiking</a>: ci si diverte da matti, adrenalina a mille anche sui sentieri più banali. 50€ di bicicletta, un minimo di fai da te e pedalare. Perfetto anche per il ciclismo da strada, solo che invece di fare 80km ad uscita ne fate 40 con la stessa fatica! I miracoli della tecnologia.</p>

<p>Il principio è semplice: se cerchi la sfida e l’adrenalina puoi ottenerla o aumentando la difficoltà del percorso oppure riducendo la capacità della tua attrezzatura. Puoi applicarlo a vari sport: nell’arrampicata vai con scarpe da tennis e le mani sporche di tonno in scatola ed ogni parete sarà una <a href="https://www.youtube.com/watch?v=V1P97VVt6_k">Dura</a>, risparmi in viaggi ed attrezzatura (magari le corde ed i moschettoni prendili comunque buoni oppure passa al bouldering). Nello sci prendi qualcosa di obsoleto e super economico. Nel motociclismo vai a fare i giri col <a href="https://www.youtube.com/watch?v=DLGVUxzzgQ8">Ciao</a> carico di bottiglie di Lambrusco così hai pure il baricentro sminchiato e non dimenticare di andare in piega da duro.</p>

<p>Insomma, hai capito l’antifona. Che poi vuoi mettere il godimento di superare il tipo che compensa lo scarso allenamento con la super bici sul tuo cancello scassato? O fare un passaggio in parete con le tennis? O… bersi il Lambrusco dopo un giro col Ciao? Epico.</p>

<h3 id="mongol-rally">Mongol Rally</h3>
<p>Infine per l’appassionato di motori, una sfida epica che fa girare la testa a chiunque la racconti è il <a href="https://www.theadventurists.com/mongol-rally/">Mongol Rally</a>: 10’000km di rally attraverso il mondo in auto minuscole e scassate da comprare con meno di 500€ e riparare da sè. Una sfida che vi terrà impegnati per anni!</p>

<h2 id="fare-sport-con-poco">Fare sport con poco</h2>

<p>Se l’obiettivo è fare sport lo si può fare con poco.</p>

<p>Ma se l’obiettivo è competere con gli altri, che sia il collega o alle olimpiadi e magari farlo nel totale comfort di quello che propone il mercato, allora non esistono limiti di spesa.</p>

<p>Il tuo progredire in una disciplina non dipende da quanto ci spendi. Non è un giochino pay to win per cellulari. La super bici elettrica da enduro non ti renderà più capace di fare una discesa tecnica rispetto ad una MTB degli anni ‘90; così come le super scarpe da calcio non ti renderanno Maradona.</p>

<p>Non puoi comprare il migliorarti nella disciplina, che poi è l’essenza di qualsiasi sport. Quello lo si fa solo col sudore, che non costa nulla salvo una gran fatica.</p>]]></content><author><name>Calt</name></author><category term="Finanza personale" /><summary type="html"><![CDATA[Lo sport costa tanto o è una leggenda? Che alternative hai?]]></summary><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://saltomentale.it/assets/media/1093-sport-economici-da-iniziare-oggi_cover.jpg" /><media:content medium="image" url="https://saltomentale.it/assets/media/1093-sport-economici-da-iniziare-oggi_cover.jpg" xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" /></entry><entry><title type="html">Psicologia Batte Matematica</title><link href="https://saltomentale.it/nei-soldi-psicologia-batte-matematica/" rel="alternate" type="text/html" title="Psicologia Batte Matematica" /><published>2024-08-25T10:10:10+00:00</published><updated>2024-08-25T10:10:10+00:00</updated><id>https://saltomentale.it/nei-soldi-psicologia-batte-matematica</id><content type="html" xml:base="https://saltomentale.it/nei-soldi-psicologia-batte-matematica/"><![CDATA[<p>A rigor di logica, se abbiamo buone basi matematiche dovremmo saper gestire le finanze personali alla grande. Basta capire formule e concetti finanziari e coglierne le implicazioni. No?</p>

<p>Ed invece la matematica non basta. Conoscere le formule non ci rende più ricchi, non ci fa risparmiare di più o con meno fatica, investire meglio e con più serenità.</p>

<p>Ti sorprende? Non dovrebbe.</p>

<p>Sapere che il fumo uccide, che in effetti accorcia l’aspettativa di vita a 30 anni di <a href="https://www.medicalnewstoday.com/releases/9703#1">quasi un decennio</a>, che peggiora le performance fisiche, mentali, sessuali e tutti i possibili, reali, godimenti della vita dovrebbe bastare ad eradicare il fumo dalla sera alla mattina. Lo sappiamo e non vogliamo mai più averci a che fare. Invece persone perfettamente intelligenti e razionali continuano a fumare imperterriti.</p>

<p><a href="/tipi-di-sapere">Sanno ma non sanno</a>. Si decideranno a smettere solo quando sapranno davvero, quando un evento o una nuova consapevolezza cambierà la loro prospettiva.</p>

<p>Sapere la teoria non basta. Certe cose le vivi sulla tua pelle. La gestione delle finanze personali è una di queste.</p>

<p>D’altro canto, la psicologia non pretende di capire tutto. Di fatto molte cose non le capisce affatto e diverse teorie sono pseudoscientifiche ad essere gentili. Macché gentili, ora faccio incazzare qualche psicologo: penso che un buon 50% di quello che fate è fuffa senza fondamento, se non vera e propria truffa.</p>

<p>È innegabile, però, che una parte della psicologia funziona. Alcuni comportamenti, anche se non sappiamo bene il perché, sono prevedibili, ed è possibile influenzarli e prevenirli entro certi limiti. Con la psicologia puoi risparmiare di più, investire con costanza e prendere decisioni un po’ meno farlocche, tutto senza grosse fatiche né sacrifici. Risultati che la pura matematica si sogna!</p>

<h2 id="risparmio-batte-rendimento">Risparmio batte rendimento</h2>

<p>A meno di non avere un grosso capitale iniziale, risparmiare è la singola cosa più importante per l’aspirante investitore. Puoi avere rendimenti eccezionali, ma senza capitale non varranno a molto. Quel capitale puoi solo costruirlo con il risparmio.</p>

<p>La logica e la matematica possono darti un leggero aiuto. Capire quanto ti serve accantonare per avere una pensione serena aiuta ad impegnarsi a farlo. Ma il fronte della battaglia è fatto di tentazioni, di cappuccini al bar, di pacchetti di sigarette e gratta e vinci comprati con gli amici o sentendosi soli, di persone da impressionare e comodità di cui godere.</p>

<p>Il campo di battaglia è il tuo cervello, le tue emozioni, le dinamiche sociali a cui sei esposto, le idee dei tuoi genitori ed i giudizi che leggi sulle facce dei tuoi amici. Tutta roba psicologica, non matematica. Ed è con la psicologia che puoi dominarle.</p>

<p>Puoi, ad esempio, dominare l’impatto delle tue cerchie sociali sui tuoi modelli di consumo modificando la tua cerchia sociale, inserendoti in contesti diversi e più funzionali ai tuoi obiettivi. Inizia a frequentare quegli hippie che coltivano gerani invece di quei bellimbusti che taroccano macchine sportive e probabilmente che risparmierai di più.</p>

<p>Oppure, puoi riconsiderare il valore dei soldi che spendi, convertirli in tempo e sudore e fatica e ragionare su quelle misure invece degli astratti euri. Un gelato non costa 5€, costa 20 minuti della tua fatica al lavoro. Una Jeep nuova non costa 30.000€, costa 2 anni di risparmi e fatiche e sacrifici e sudore e coda in autostrada e rospi ingoiati ed umiliazioni e rotture di scatole varie. Valgono la pena? Forse sì, forse no.</p>

<h2 id="decisioni">Decisioni</h2>

<p>La decisione dovrebbe essere razionale. Soppesi i pro ed i contro e calcoli il punteggio di ogni opzione. Scegli quella obiettivamente migliore.</p>

<p>Ma è impossibile soppesare obiettivamente qualcosa. È tutto soggettivo, e cambia assieme a te, con l’età, con le esperienze, con le cerchie sociali che frequenti, con il marketing a cui sei esposto… Persino col meteo del momento.</p>

<p>Quell’abito di Valentino. Vale a seconda della gente che frequenti, della tua opinione di te, della tua forma fisica. Della stagione, della moda. Del mercato, dei brand che nascono e muoiono.</p>

<p>Oggi vale X, domani varrà Y, ed entrambi i valori sono arbitrari, dettati dalle emozioni.</p>

<p>In effetti, gran parte delle decisioni che prendiamo sono pesantemente influenzate dalle emozioni che proviamo a riguardo. <a href="https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3032808/">Tolte le emozioni diventa impossibile prendere decisioni</a>.</p>

<p>Lo noti quando hai paura ad investire e trovi mille scuse per cui non è il momento giusto e fatichi a dormire con un portafoglio globale 60-40.</p>

<p>E lo noti quando l’influencer particolarmente simpatico ed “affidabile” fornisce alle persone una ragione comprensibile per investire e queste, in tutta tranquillità, si riempiono di BTP, azioni singole e Bitcoin come se fosse la cosa più naturale del mondo. E ci dormono alla grande.</p>

<p>Non a caso <a href="https://www.statista.com/statistics/1092819/global-influencer-market-size/">l’influencer marketing è esploso</a>: le argomentazioni migliori per farti agire sono la simpatia, l’empatia e le testimonianze aneddotiche. Altro che argomentazioni razionali, grafici e proiezioni!</p>

<h2 id="sacrificio-ed-abitudini">Sacrificio ed abitudini</h2>

<p>Supponiamo per un attimo che la pura logica e l’argomentazione matematica bastino a farti agire nel modo corretto.</p>

<p>Sai che ti servirà un tot per un tuo obiettivo futuro e che investendo in un certo modo, con una certa volatilità e rendimento atteso, dovresti risparmiare il 25% del tuo stipendio netto per arrivare al traguardo con ragionevole certezza.</p>

<p>Supponiamo che i dati ed i modelli finanziari ti convincano a risparmiare quel 25%.</p>

<p>Ciò non elimina la sofferenza nel dover risparmiare, né la paura di una recessione, né il dubbio di sbagliare i calcoli. E potrebbe non giustificare il sacrificio presente in virtù dell’obiettivo futuro: non basta una regola matematica a dirti se vale la pena o meno rinunciare a qualcosa oggi per avere qualcos’altro domani.</p>

<p>D’altro canto, sviluppare buone abitudini ed hackare i tuoi processi decisionali con la psicologia potrebbe evitarti gran parte di queste fatiche. Puoi investire o accantonare per la pensione in automatico, a inizio mese, e nemmeno accorgerti dei soldi che non sono passati dal tuo conto corrente, dimenticartene e vivere come se nulla ti fosse stato tolto, ritrovandoti col tesoretto domani senza aver fatto altro che configurare il processo ieri.</p>

<p>Potresti evitare di seguire l’andamento dei mercati e degli investimenti. Rinunciare al market timing ed agli strumenti più complessi per costruirti un semplice portafoglio, diversificato ed adeguato al tuo obiettivo, e non controllarlo più di una o due volte l’anno, in piena lucidità.</p>

<p>Potresti appassionarti a fare scelte di consumo più “virtuose” senza alcuna fatica, solo per fini sociali o etici. Comprare usato perché inquina meno, o segui uno stile vintage, o ti piace fare l’affare, o perché “un tempo facevano le cose meglio”. Il risparmio diventa un effetto collaterale di qualcosa che ti piace.</p>

<p>Allo stesso modo puoi appassionarti a qualcosa di redditizio, che sia la tua professione o un modo per arrotondare, ed invece di spendere soldi con gli hobby finisci per guadagnarceli, mantenendo lo stesso identico divertimento e relax ma aumentando le tue entrate.</p>

<p>Tutte cose che funzionano. Tutte cose in cui la matematica non c’entra nulla. Ma allora, la matematica non serve?</p>

<h2 id="dove-serve-la-matematica">Dove serve la matematica</h2>

<p>La matematica dovrebbe servire a farti capire i fondamentali, ma non è essa stessa fondamentale. Capire una manciata di concetti finanziari-matematici anche solo a grandi linee può aiutarti e motivarti a fare le cose giuste per avere una situazione finanziaria più sana. Vedere qualche grafico o qualche backtest può confortarti e spronarti.</p>

<p>Aiuta nella motivazione e nella comprensione, ma non è fondamentale e di sicuro da sola non basta. Ecco perché nei soldi, nonostante tutto, la psicologia batte la matematica.</p>

<h2 id="approfondimenti">Approfondimenti</h2>

<p>Morgan Housel, in <a href="https://amzn.to/3Y4oEnY">La psicologia dei soldi</a> fa un lavoro magistrale nell’evidenziare l’importanza della psicologia nella gestione del denaro.</p>

<p>Ma non vale solo per le persone comuni: la psicologia ha un impatto enorme nelle decisioni dei gestori di fondi comuni, degli imprenditori, dei politici e persino nelle dinamiche con cui progredisce la conoscenza scientifica, il Sancta Santorum della razionalità:</p>

<blockquote>
  <p>Una nuova verità scientifica non trionfa convincendo i suoi oppositori e facendo loro vedere la luce, ma piuttosto perché i suoi oppositori alla fine muoiono e cresce una nuova generazione a cui la teoria è familiare.
<a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Planck%27s_principle">Principio di Planck, sociologia</a></p>
</blockquote>

<p>La finanza è a lungo stata una roccaforte della razionalità, a discapito di ogni evidenza. Hanno affermato il contrario, in tempi relativamente recenti, diversi premi Nobel. Alcune letture consigliate:</p>

<ul>
  <li>Di Robert J. Shiller consiglierei sia <a href="https://amzn.to/3zCpFt0">Euforia Irrazionale</a> che <a href="https://amzn.to/4cZH4ud">Economia e narrazioni</a></li>
  <li>Di Thaler e Sunstein <a href="https://amzn.to/4djd90n">Nudge. La spinta gentile</a>, di cui è uscita la nuova edizione.</li>
  <li>Il grande classico di Daniel Kahneman <a href="https://amzn.to/3Y2BH9t">Pensieri lenti e veloci</a>, tra i libri più influenti del secolo scorso.</li>
</ul>]]></content><author><name>Calt</name></author><category term="Finanza personale" /><summary type="html"><![CDATA[Quando si tratta di soldi, poche euristiche psicologiche battono il rigore matematico.]]></summary><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://saltomentale.it/assets/media/psicologia-batte-matematica_cover.jpg" /><media:content medium="image" url="https://saltomentale.it/assets/media/psicologia-batte-matematica_cover.jpg" xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" /></entry><entry><title type="html">Sai cosa rischi?</title><link href="https://saltomentale.it/sai-cosa-rischi/" rel="alternate" type="text/html" title="Sai cosa rischi?" /><published>2024-08-06T10:10:45+00:00</published><updated>2024-08-06T10:10:45+00:00</updated><id>https://saltomentale.it/sai-cosa-rischi-</id><content type="html" xml:base="https://saltomentale.it/sai-cosa-rischi/"><![CDATA[<p>Quelli come me spendono tempo e risorse per capire bene i rischi finanziari a cui vanno incontro.</p>

<p>Ci prepariamo alla perdita del lavoro, all’incendio della casa, alla rottura di entrambi i femori in un incidente d’auto ed al crollo finanziario peggiore dell’ultimo secolo. Contemporaneamente.</p>

<p>Quelli come me sono paranoici ed hanno attraversato almeno una fase survivalista, col risultato che ora sappiamo fare due nodi e montare una tenda. Sì, quella Decathlon 2 seconds.</p>

<p>Quelli come me pensano al rischio e si preparano a dovere. Ma davvero?</p>

<h2 id="i-rischi-a-cui-non-siamo-pronti">I rischi a cui non siamo pronti</h2>

<p>In verità, sia la gente come me (paranoica), che la gente come te (normale), e soprattutto la gente come Indiana Jones (completamente allo sbando) concentra l’attenzione su pochi rischi evidenti e si prepara ad affrontare i casi peggiori in una sola area.</p>

<p>Ora, non è che io sia pronto alla catastrofe finanziaria, però ho gettato le basi per poter affrontare con tranquillità buona parte dello sterco che potrebbe venirci incontro nel prossimo futuro.</p>

<p>Eppure, i rischi peggiori non li prendo spesso in considerazione. E come me gran parte delle persone.</p>

<p>Conosco persone sane, intelligenti e caute nella vita e nella finanza. E fumano. <strong>Sai cosa rischiano?</strong> L’aspettativa di vita di un trentenne fumatore è di quasi 10 anni inferiore ad un non fumatore. In media, ovvio, lo sappiamo che c’è quel nonnetto di 95 anni che fuma 2 pacchetti al giorno da quando stava in fasce. Sigarettina dopo la poppata, like a boss. Lui viene compensato da quelli che a 50 anni si ritrovano con un cancro ai polmoni e 6 mesi di vita sulla barra di caricamento, ma soprattutto da coloro che a 60 hanno il sistema cardio-circolatorio di un novantenne.</p>

<p>Che poi, i problemi cardio-circolatori sono la principale causa di morte nel mondo occidentale. <strong>Sai cosa rischi a sbattertene?</strong> Di accorciare un po’ la tua vita totale, ma soprattutto di compromettere buona parte della tua vita sana. Arrivare a 70 in buona forma o con mille problemi fa una bella differenza. La cosa divertente è che le cose che devi fare per ridurre il rischio di avere problemi precocemente sono le stesse che devi fare per stare al meglio durante la giovinezza: sonno, esercizio, alimentazione. E niente fumo e pochissimo alcol, chiaro.</p>

<p>Ma cambiamo area. Sai, la tentazione di passare ogni momento della giornata a studiare e fare carriera, di dare il meglio di noi sul lavoro, è grande. Se non per la gloria, perché ti piace. Se non perché ti piace allora per lo status. Se non per lo status, almeno per il pacco di soldi che riceveresti. Se per nessuno di questi, perché si è obbligati per non morire di fame, il caso peggiore.</p>

<p>Quando dai il meglio fuori casa, quello che resta per i tuoi familiari ed amici sono solo gli scarti. La versione odiosa, scontrosa, spenta, stanca, nervosa, pensierosa ed assonnata di te. A loro dovresti dare l’arrosto, invece gli riversi di fronte le ossa quasi spoglie. <strong>Sai cosa rischi?</strong> Rischi di mandare in vacca le relazioni che contano, quelle per cui, ti racconti, fai tanti sacrifici. I divorzi costano, e così i figli con problemi relazionali. Forse varrebbe la pena di trovare un modo per ridurre questo rischio. Vivi meglio, tra l’altro, e non ti cade il mondo addosso se per sorte vieni messo alla porta dal tuo caro boss.</p>

<p>In generale, ogni volta che sottrai tempo a qualcuno o qualcosa che ami stai scendendo a patti con Ignazio La Russa. Non è quasi mai una buona idea, e quelle volte che accetti l’accordo e lo firmi col sangue dovresti assicurarti che ne valga la pena, almeno potenzialmente.</p>

<p>Se rinunci a diversi fine settimana con la famiglia per lavorare di più, dovrebbe esserci del potenziale per dei benefit belli cicciosi. Se lo fai perché lo fanno tutti… mah.</p>

<p>Se rinunci a trovare i tuoi perché devi fare una cena col cliente, devi avere buone speranze che ne valga la pena. Se è un noto taccagno… mah.</p>

<p>Insomma, ok scendere a patti, ma deve valerne la pena, stai rischiando tanto anche se non ti sembra.</p>

<p>Infine, c’è un ultimo rischio di cui ti voglio parlare. Oggi sei più o meno giovane, lucido, forte, sano. Domani non lo sarai più. Ci sono esperienze che puoi fare solo oggi. Solo oggi puoi scalare quella montagna, partecipare a quella festa, fare quel viaggio, goderti tua figlia di 3 anni. Se rimandi tutto ad oltranza rischi di rimanere con un pugno di mosche. O di Euro, che poi fa lo stesso quando non sai cosa fartene.</p>

<h2 id="approfondimenti">Approfondimenti</h2>

<p><a href="https://amzn.to/3Wphn0O">Come moriamo</a> di Sherwin Nuland (in italiano un po’ difficile da trovare) racconta i modi più comuni in cui si muore nel mondo occidentale. Niente fronzoli o romanzate, Nuland era medico chirurgo e storico della medicina a Yale e ne ha viste di morti. È interessante leggere di ciò che ci aspetta, tra neanche moltissimo.</p>

<p>Sul fumo, prima si smette e meglio è. Quel dato che ho citato, <a href="https://www.bmj.com/content/345/bmj.e7093.short">i circa 10 anni in meno di aspettativa di vita</a>, si riferiscono a chi continua a fumare imperterrito fino a che non è troppo tardi. Ma se si smette a 30 anni si riesce a recuperare ancora quasi tutta quella salute che si stava compromettendo. Il giorno migliore per smettere è oggi, qualsiasi sia l’età. Tanto per ripetere quello che già sanno tutti, <a href="https://youtu.be/_rBPwu2uS-w?si=6qLxbfsGLrXIdPlH">questo video di Kurzgesagt</a> fa un eccellente riassunto.</p>

<p>Sulle relazioni e sulle esperienze e sul tempo che puoi dedicare ad esse, c’è un dato interessante che mi rattrista sempre. Amo la mia famiglia d’origine e sono felice di stare attorno a mia madre e mia sorella. Tuttavia, se anche dovessi riuscire a passare 2 settimane complete all’anno con loro (la mia media è più bassa di così), ho comunque ormai speso il 95% del tempo insieme che avevamo a disposizione. Da qui fino a che moriremo non restano che le briciole. Questo vale per tante cose: il tempo in vacanza, le avventure che vivi, le cose che impari.</p>

<p>Ad un certo punto non potrai più goderne, quindi vale la pena fare due cose: godersi al massimo quello che puoi e cercare di aumentare il tempo che gli dedichi. Sono sicuro che, in vecchiaia, non mi pentirò di non aver guardato qualche video in più su YouTube né di non aver fatto più straordinari al lavoro, ma sono già sicuro che mi pentirò di non aver fatto più cose belle ed interessanti con chi amo. Comunque, se proprio vuoi guardarti un altro video su YouTube, sempre Kurzgesagt ha fatto questo bel video <a href="https://www.youtube.com/watch?v=JXeJANDKwDc">sulla durata percepita della vita</a>.</p>]]></content><author><name>Calt</name></author><category term="Efficacia Personale" /><summary type="html"><![CDATA[Non solo a livello di finanze, ma anche di salute, relazioni ed esperienze]]></summary><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://saltomentale.it/assets/media/sai-cosa-rischi-_cover.jpg" /><media:content medium="image" url="https://saltomentale.it/assets/media/sai-cosa-rischi-_cover.jpg" xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" /></entry><entry><title type="html">Solo le notizie che contano</title><link href="https://saltomentale.it/solo-le-notizie-che-contano/" rel="alternate" type="text/html" title="Solo le notizie che contano" /><published>2024-07-20T07:10:53+00:00</published><updated>2024-07-20T07:10:53+00:00</updated><id>https://saltomentale.it/solo-le-notizie-che-contano</id><content type="html" xml:base="https://saltomentale.it/solo-le-notizie-che-contano/"><![CDATA[<p>Un tempo i giornali erano solo locali.</p>

<p>Il fornaio cerca apprendisti. 
Un carico di spezie è arrivato al porto ed è in vendita presso la compagnia delle lumache occidentale.
Il sindaco è stato beccato a parlare con un opossum.
Si vende il terreno sdrucciolevole nei pressi del cimitero.</p>

<p>Le notizie che venivano da fuori erano tutte vecchie, spesso poco affidabili. D’altronde arrivavano portate a mano, o nella migliore delle ipotesi da qualche piccione viaggiatore. Solo le più eclatanti ed importanti trovavano spazio nei giornali.</p>

<p>Leggere il giornale era importante. Era un modo per restare aggiornati e cogliere le opportunità. Gran parte delle notizie erano rilevanti. Su buona parte delle notizie potevi avere un interesse o un impatto. Le notizie erano <strong>utilizzabili</strong>.</p>

<h3 id="poi-arrivò-il-telegrafo">Poi arrivò il telegrafo.</h3>

<p>E le notizie di tutta la nazione arrivavano nel giro di pochi minuti e trovavano ampio spazio nel giornale del mattino. L’omicidio nella città lontana. Le discordie del presidente. Gli scontri il Barbeninstan. Tutti assumevano una nuova importanza. Anche se non erano poi così utilizzabili, né impattavano la tua vita in modo rilevante, né ci potevi fare granché.</p>

<p>Però diamine, erano notizie interessanti, che coinvolgono il pubblico. Che fanno vendere giornali.</p>

<h3 id="poi-arrivarono-la-radio-e-la-tv">Poi arrivarono la radio e la tv.</h3>

<p>E le notizie da tutto il mondo potevano essere trasmesse quasi istantaneamente a tutti, interessati o meno che fossero. E le immagini ed i suoni del terrore, del disastro, del trauma, della rabbia, della propaganda potevano entrare a casa tua, travolgerti, coinvolgerti.</p>

<p>Forse erano interessanti. Ma utili? Ben poco.</p>

<h3 id="infine-arrivò-internet">Infine arrivò internet.</h3>

<p>E le notizie, che una volta erano filtrate da una, seppur dubbia, professionalità e responsabilità, furono liberate. Ora ciò che conta è l’ascolto, le visualizzazioni, il clickthrough rate sugli ads.</p>

<p>Ora sappiamo dove clicchi, cosa ti fermi a guardare, cosa ti fa chiudere l’app, cosa compri, magari non ora ma domani, dopo che hai completato il ciclo di vita della user acquisition. Abbiamo algoritmi che prevedono il tuo comportamento, ti categorizzano. Sanno che sei incinta prima che lo sappia tu. È un maschio, congratulazioni. Hai preso i pannolini? Clicca qui per l’offertona.</p>

<p>Ti servono, queste notizie? Cosa puoi farci se il presidente è vecchio? Se la bomba atomica è finanziata con la vodka? Se la terra è piatta o l’attrice di Banana Joe s’è tatuata un lombrico sull’omero?</p>

<p>Tutta roba che t’intrattiene, ti tiene incollato, ti fa spendere. Ma anche inutile e dannosa.</p>

<p>Eppure puoi ancora scegliere. Puoi leggere solo le notizie che contano, gli strumenti ci sono. Newsletters, feed rss, pochissimi servizi che valgono la pena, ma che non divertono molto. Il resto lo puoi buttare nella spazzatura. Fare spazio per attività più utili, magari più belle.</p>

<p>Per leggere quel libro che rimandi, sistemare il mobiletto del bagno che balla ed allenarti per i 10km di corsa.</p>

<h2 id="approfondimenti">Approfondimenti</h2>

<p>L’idea viene da <a href="https://amzn.to/3xW7FJJ">Divertirsi da morire</a> di Neil Postman. Il libro è incentrato sulle caratteristiche della TV rispetto alla lettura; evidenzia come ogni medium ha caratteristiche proprie, che alterano profondamente il messaggio trasmesso.</p>

<p>Se la logica è perfetta sulla carta stampata, questa è fuori luogo in TV, dove regna lo spettacolo. Se un lungometraggio è perfetto in TV, questo non ha senso su una piattaforma come Tik Tok, dove brevissimi video devono catturare l’attenzione dell’utilizzatore e fargli rilasciare dopamina ad ogni swipe.</p>

<p>Così il medium ha un ruolo determinante nel tipo di cultura che si diffonde. Se tutti stanno su Tik Tok, non c’è più tempo per i film impegnati né per i grandi classici della letteratura.</p>

<p>Non che sia una cosa buona né cattiva, purché se ne capisca la differenza e l’influenza che hanno su di noi e sulla cultura che ci circonda.</p>

<p>E non ci si illuda che seguire le notizie sia ancora una cosa buona, quando ormai la notizia è per lo più inutile clickbait.</p>]]></content><author><name>Calt</name></author><category term="Efficacia Personale" /><summary type="html"><![CDATA[Un tempo i giornali erano solo locali.]]></summary><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://saltomentale.it/assets/media/solo-le-notizie-che-contano_cover.jpg" /><media:content medium="image" url="https://saltomentale.it/assets/media/solo-le-notizie-che-contano_cover.jpg" xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" /></entry></feed>