La Via della Cedevolezza

Massima efficienza, minimo sforzo.

Sono sudato fradicio, il cuore mi martella nel petto e ho i muscoli che bruciano. Di fronte a me c’è il mio maestro di Judo. È più anziano di me, più leggero e, francamente, sembra molto meno in forma di me.

Decido che è il momento. Mi lancio in un attacco brutale, mettendoci tutta la forza che ho nelle gambe e nelle braccia. Voglio spostarlo, voglio atterrarlo. Spingo come un toro.

Lui fa un passo laterale. Un millimetro. E mi tira leggermente la manica.

Il mondo si capovolge. Un istante dopo sto fissando il soffitto della palestra, chiedendomi che targa avesse il camion che mi ha appena investito. Il maestro non ha nemmeno il fiatone.

“Vedi,” mi dice sorridendo, “tu hai usato la forza. Io ho usato la tua forza.”

Martiri perché?

Cambiamo scenario. Compleanno di una compagna di scuola di mia figlia. La madre della festeggiata è un’eroina dei nostri tempi. Ha passato gli ultimi due giorni chiusa in cucina. Ha preparato arancini fatti in casa, pizzette lievitate 48 ore, torte a tre piani scolpite a mano.

Arriva il momento della festa. I bambini corrono ovunque, urlano, si divertono. La madre? È un fantasma. Ha le occhiaie fino alle ginocchia, è nervosa, scatta per un nonnulla. Quando la figlia soffia le candeline, lei sta quasi per svenire dalla stanchezza.

Gli arancini erano buonissimi? Sì. La festa è stata un successo grazie agli arancini? No. Ai bambini bastavano le patatine in busta. La madre si è goduta il momento? Assolutamente no.

Ha applicato la “Brute Force” alla felicità familiare. Ha spinto contro il muro finché non è crollata lei.

La Via della Cedevolezza

Judo (柔道) significa letteralmente “Via della Cedevolezza”. Il principio cardine è il Seiryoku Zenyo: massima efficienza con il minimo sforzo.

Non significa essere pigri. Significa capire la fisica del problema che hai davanti. Se un problema ti spinge, tu non spingere indietro. Tiralo. Se un problema ti tira, spingilo.

La componente tecnica è il Kuzushi: lo squilibrio. Non puoi atterrare un avversario (o risolvere un problema complesso) se è perfettamente stabile e piantato a terra. Devi prima squilibrarlo. Devi trovare il punto in cui la sua struttura cede, il suo centro di gravità vacilla, e applicare la forza lì.

Tutto il resto rischia di essere fatica sprecata.

Applicazioni Pratiche

Ok, bello il tatami, le tutine, tutti fichi. Ma come si applica alla vita vera? Facciamo qualche confronto tra la via della forza bruta e la via della cedevolezza.

1. La Promozione in Ufficio

  • Forza bruta: Lavori 12 ore al giorno. Rispondi alle mail alle 23:00. Ti carichi di tutto il lavoro sporco sperando che qualcuno “noti il tuo sacrificio”. Risultato: Burnout, colleghi che ti sfruttano, e il capo che pensa che tu sia solo “un bravo operaio”.
  • Via della cedevolezza: Osservi il tuo capo. Cos’è che lo tiene sveglio la notte? Qual è l’obiettivo su cui lui viene valutato? Quello è il suo punto di squilibrio. Ti concentri solo su quello. Risolvi il suo problema. Risultato? Diventi indispensabile con la metà delle ore lavorate. Minimo sforzo, massima efficacia.

2. La Festa di Compleanno (Redux)

  • Via della cedevolezza: Compri le pizzette dal fornaio (o le ordini). Spendi 50€. Risparmi 48 ore di lavoro. Usi quelle 48 ore per riposarti ed essere un genitore sorridente, giocoso e presente durante la festa. Il ricordo che avrà tua figlia non sarà il sapore del ripieno dell’arancino, ma il sorriso di sua madre. Hai ottenuto un risultato migliore (felicità della figlia) con uno sforzo infinitesimale.

3. Sicurezza Informatica

  • Forza bruta: Un hacker prova tutte le combinazioni possibili di lettere e numeri per indovinare la tua password. aaaaa, aaaab, aaaac… Richiede una potenza di calcolo mostruosa e anni di tempo. È l’approccio stupido.
  • Via della cedevolezza: L’hacker chiama la segretaria fingendosi un tecnico IT stressato che deve “assolutamente risolvere un problema urgente prima che il direttore si arrabbi”. Chiede la password. La segretaria, per gentilezza o timore dell’autorità, gliela dà. Tempo impiegato: 3 minuti. Sforzo computazionale: zero. Ha sfruttato la natura umana (la vulnerabilità) invece di opporsi alla crittografia (il muro).

Il vero guadagno è l’opzionalità

Perché cercare questa efficienza? Non è solo per fare i lavativi. Quando ottieni tanto con poco, crei opzionalità. Crei un surplus di energia e tempo.

A quel punto hai due scelte, entrambe fantastiche:

  1. Ti godi la vita. Ti riposi. Leggi un libro. Guardi il soffitto. È legittimo. Hai vinto, goditi il premio.
  2. Scali la montagna successiva. Usi quell’energia risparmiata per affrontare un problema più grande, che prima era fuori dalla tua portata.

Mantenendo lo stesso livello di “fatica” di chi usa la forza bruta, tu puoi risolvere dieci problemi invece di uno. Oppure risolverne uno e goderti la vita per il resto del tempo. La scelta è tua. Chi usa la forza bruta non ha scelta: deve solo continuare a spingere.

I Punti Deboli

So cosa stai pensando. “Facile a dirsi. Ma la gavetta? Il sudore?”

Hai ragione. C’è un trucco. Per fare Judo servono anni. Non è un caso se il mio maestro con 25 anni più di me mi stende senza battere ciglio.

  1. Il paradosso del principiante: Non puoi trovare la via intelligente se non conosci le basi. Spesso devi passare attraverso la fase forza bruta per imparare abbastanza bene il dominio da notare dove sono le leve. Non puoi hackare un sistema che non conosci.
  2. Non tutto è una leva: A volte devi studiare un manuale di 1000 pagine. A volte devi accudire un parente malato notte dopo notte. Lì non c’è trucco, non c’è social engineering. C’è solo resilienza e capacità di tirare avanti. Certo aiuta se hai applicato la via della cedevolezza in altre aree per ritagiarti le energie che ti servono nella sfida inevitabile.
  3. Il rischio della passività: Cercare sempre la via più facile può trasformarsi in pigrizia. Aspetto di trovare una via migliore, e aspetto e aspetto ed alla fine non hai trovato né la via migliore né hai risolto il problema.

Ma anche nel mezzo della fatica più nera, il vero praticante cerca sempre lo spiraglio. Anche mentre spingi il masso su per la montagna, cerchi di capire se non ci sia, magari, una carrucola da qualche parte.

Sosteniamoci

Se ti piace quello che leggi, sostieni il blog con i seguenti affiliate links. A te non costa nulla, a me motiva a continuare a scrivere.

Too Big To Fail

Con Vittorio e Nicola parliamo di finanza in modo leggero. Puoi ascoltarci su Spotify, Apple Music, Amazon Music, Youtube Music, Deezer.