La società opulenta – Sintesi

Estrema sintesi del libro del 1958 di John Kenneth Galbraith.

L’economia classica (Smith, Malthus, Riccardo e Mill) si sviluppò tra il XVIII ed il XIX secolo, nel contesto di generale scarsità di risorse tipico di tutta la storia umana fino a quel momento.

Tali economisti giunsero alla conclusione che solo un continuo incremento della produzione potesse migliorare la condizione delle persone. La produzione divenne anche un requisito per la sicurezza economica, tramite i salari pagati ai lavoratori.

In tale contesto era importante produrre di più poiché i beni prodotti erano tutti necessari e ve n’era scarsità. Chi non produceva non aveva diritto al reddito.

Da allora il mondo è cambiato. In particolare a partire dalla conclusione della seconda guerra mondiale si è assistito ad una generale ricchezza nei paesi occidentali. Buona parte dei bisogni fondamentali fu soddisfatta. Per spingere la produzione si è dovuto creare la domanda di nuovi beni via via meno importanti.

Il problema più grave, in questo nuovo mondo opulento, è il legame tra produzione e sicurezza economica che abbiamo ereditato ma che oggi non è più funzionale. Se da un lato i beni prodotti hanno una utilità marginale sempre minore dall’altro il reddito di una persona continua a mantenere la sua assoluta importanza materiale, sociale e morale.

Oggi è difficile accettare una riduzione dei consumi e quindi della produzione poiché questo genera disoccupazione e sofferenza per chi perderebbe il reddito. Spesso si spinge a produrre per non lasciare disoccupata la gente, non perché i beni e i servizi creati siano importanti.

Secondo l’autore, bisognerebbe abbandonare l’illusione secondo cui una maggiore produzione industriale sarebbe la soluzione ai problemi economici e prendere invece coscienza del fatto che viviamo nell’opulenza e non più nella povertà.

Tra le proposte concrete dell’autore:

  • Adottare una imposta negativa sui redditi per eliminare i problemi sociali legati alla disoccupazione e mantenere l’incentivo al lavoro;
  • Imporre il controllo di prezzi e salari a livello statale, come strumento strategico per limitare l’inflazione;
  • Sfruttare la Tassazione sul reddito e sul valore aggiunto, per ridistribuire la ricchezza e finanziare l’investimento nel bene pubblico.

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Copertina by Frederick Tadeo on Unsplash

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