La perfezione non esiste

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La perfezione non esiste, se ci illudiamo del contrario avremo solo delusioni e rischiamo di restare immobili rincorrendo un miraggio. Ce ne parla l’autore di FinanzaCafona.

Io oggi vorrei sollevare un po’ di polemica sul tuo blog. Non so se ti capita ma incontro spesso persone ossessionate dal controllo e dalla ricerca della perfezione.

Si tratta di due tipi di persone:

  • Quelli che sono nati così e devono dogmatizzare tutto
  • I disorganizzati cronici che hanno scoperto l’organizzazione e si sentono invincibili

Sia chiaro, io li capisco. Ci sono passato anch’io ed ho subito i disturbi legati all’impossibilità di realizzare questi due obiettivi che ritengo strettamente collegati.

Eh si, ho detto impossibilità.

Col tempo, analizzando me stesso e i concetti stessi di perfezione e controllo totale, mi sono reso conto di quanto siano irrealizzabili.

Perfezione

La perfezione è un nostro costrutto mentale.

Ci siamo infognati noi nel costruire questo termine e questo concetto ma riusciamo  a definire perfetta un’azione o una cosa solo dopo che questa è stata testata sul campo.

Siamo quindi sicuri che questa perfezione, valutata a posteriori, non sia solo frutto del caso piuttosto che una nostra decisione?

Ma valutiamo questo concetto secondo due modelli: quello religioso e  quello scientifico.

Religione

Non voglio entrare nel teologico o fare discussioni sulla religione ma è indubbio che direttamente o indirettamente influenza il nostro modo di vedere le cose.

Se seguiamo la visione religiosa delle cose è chiaro che tutte le religioni, tra cui quella cristiana, chiariscono un fatto semplice e conciso:

“Dio è perfetto, l’uomo no”.

E già qui potremmo chiudere il discorso visto che, al netto di particolari mitomanie, siamo esseri umani e non divinità.

Se seguiamo le idee del filosofo medievale Cusano la conoscenza divina (la perfezione) è un cerchio mentre la conoscenza dell’uomo è un poligono. 

Come vedi un poligono può lambire alcune parti del cerchio, ma non potrà mai aderire a tutta la superficie del cerchio… per quanto possiamo essere capaci e abili, in quanto umani, non saremo mai in grado di raggiungere la perfezione. 

Siamo quindi imperfetti e non possiamo raggiungere la perfezione.

Scienza

Se guardiamo al metodo scientifico la cosa è ancora peggiore perché la perfezione non è solo impossibile ma addirittura deleteria.

Il padre dell’attuale metodo scientifico, Popper, infatti dice questo:

“Chiunque ha tentato di creare uno Stato perfetto, un paradiso in terra, ha in realtà realizzato un inferno“

Il metodo scientifico non cerca la perfezione ma la falsificazione.

Una teoria è scienza quando può essere smentita dall’esperienza sul campo, se è perfetta beh… non è scienza ma idealismo.

Quindi se una teoria scientifica è falsificabile vuol dire che non è valida? 

No, anzi! E’ valida fino al momento in cui ne subentra una migliore. Si tratta di un automiglioramento costante e di accettazione dell’errore.

Popper ci dice quindi che la “verità” (che brutta parola) o “perfezione” sono in continuo mutamento e si evolvono con il corso del tempo. 

Non ne esiste una assoluta e soprattutto non esiste proprio.

Controllo assoluto

Se sei un mitomane che si sente perfetto il passo successivo è quello di credere di poter avere il controllo assoluto.

Sei perfetto, fai le cose perfette, le organizzi perfettamente e le cose proseguono sul binario in cui tu hai scelto. Non ci sono margini di errore, tutto calcolato.

Ti faccio l’esempio di un famoso personaggio cinematografico che segue questa filosofia:

Se ci pensi Furio del famoso film “Bianco, Rosso e Verdone” è un organizzatore meticoloso, razionale e che prende in considerazione ogni elemento della vita, ma…

Il controllare il meteo gli ha evitato di fare un botto clamoroso con l’auto? La sua presenza costante nella vita famigliare gli ha evitato di perdere la moglie esaurita per un bellimbusto?

Credo tu sappia la risposta. 

E questo è successo perché Furio, come tanti di noi, ritiene che il mondo sia razionale e lineare.

Ma non è così.

Il mondo potrà pur essere razionale nei suoi effetti ma noi siamo esseri legati alle intuizioni, ai sentimenti e agli istinti. Siamo inoltre esseri “imperfetti” e non riusciamo ad analizzare asetticamente quello che ci circonda.

Esistono così tante variabili che ricondurle, come fanno i maniaci del controllo assoluto, a delle soluzioni semplici è assurdo.

Lo dico? Il mondo è governato dal Caos.

Ma se invece sbagliassi?

Bei lettori testardi che hai quà, amico!

Diciamo allora che le mie idee non valgono nulla (grazie eh) e che la perfezione sia possibile, cosa succede?

A questo punto ci dovremmo porre due domande:

  • Vorrei vivere con una persona perfetta?
  • Cosa è la perfezione?

Sulla prima ti lascio pensare all’INCUBO di vivere con la tua compagna perfetta. Partendo dal principio che, in quanto maschi, abbiamo sempre torto a prescindere immagina se fosse anche una persona realmente perfetta e infallibile. 

Ti auguro un altro girone infernale, seriamente.

Ma poi cosa vuol dire essere perfetti? 

Vuol dire fare la scelta giusta nonostante il corso dei tempi oppure essere perfetti socialmente?

Nel primo caso ci sono tantissimi esempi di persone che hanno combattuto il corso sbagliato del loro tempo

I miei bisnonni sono giusti tra le nazioni per aver salvato un bambino ebreo durante la seconda guerra mondiale. Hanno fatto la scelta giusta ma non ne hanno mai visti i frutti: il loro albero al tempio di Gerusalemme è stato piantato oltre 15 anni dopo la loro morte.

Perfetti socialmente invece è proprio terribile.

In questo caso saresti l’esempio perfetto di un borghese piccolo piccolo: saresti una persona fisicamente uguale alle altre senza difetti e pregi, perfettamente integrata nel tuo mondo, con idee conformi alla massa e indistinguibile tra 1000 altri. 

Praticamente saresti uno stereotipo vivente, che palle! 

Sicuri che vogliamo questo?

Essere noi stessi

Piuttosto che cercare un’immaginaria perfezione o calcolare al millimetro tutti i possibili nessi o cause del mondo che ci circonda non dovremmo forse accettare noi stessi?

Mi sembra che la perfezione sia un modo per nascondere, e non accettare, quanto siamo fallibili, fragili ed incoerenti.

E non c’è nulla di male nell’esserlo: siamo unici in quanto unicamente imperfetti.

Anni fa ho aperto il mio blog di finanzia personale per puro caso e seguendo delle “linee guida”:

  • Scrivere sui concetti e non sulla SEO o parole chiave
  • Usare le gif, il male assoluto di un sito web, invece delle immagini
  • Trattare male i miei lettori prendendoli in giro
  • Evitare banner, pubblicità aggressive o migliaia di link su Amazon

Se hai studiato un po’ di web marketing saprai che è la prima pagina della sezione “come non fare attività sul web”.

Avrei dovuto fallire clamorosamente, no?  E invece, a quanto pare, parecchi pazzi mi leggono, mi scrivono e chiedono i miei consigli. 

Ho conosciuto te attraverso questo “sbaglio” e soprattutto ho potuto esprimere me stesso. Ho fatto un errore ma questo ha permesso di far emergere quello che sono e che penso.

Di normalità e presunta perfezione, è pieno il mondo.

“Sii te stesso; tutti gli altri sono già presi.”

Oscar Wilde

Abbracciare il caos

Non vorrei però far credere che sia un nichilista assoluto (alla Heidegger) e considerare la vita come un vortice che, nonostante i nostri sforzi di andare contro corrente, ci trascina a sé.

Credo profondamente nella possibilità di cambiare le cose, di combattere affinché le cose “sbagliate” possano essere migliorate.

L’Impatto di un libro” di Jorge Mendez Blake

Quello che però credo dobbiamo accettare (si ho detto proprio accettare) la nostra debolezza, la nostra fallibilità, la nostra incapacità di prevedere le cose.

Siamo esseri governati dagli istinti ed è impossibile raggiungere la perfezione, ma possiamo essere felici e pieni nonostante questo.

Accettiamo il mondo per come è, per il suo scorrere incostante e per le sue bizzarie. 

Guardiamo dalla spiaggia le onde di questo caos e, invece di domandarci come romperle, pensiamo a come cavalcarle o a divertirci il più possibile nel giocarci.

Approfondimenti

  • Il perfezionismo ha danneggiato numerose aziende e bloccato sul nascere molti progetti interessanti. Eric Ries ha elaborato un metodo molto agile per sperimentare e correggersi di fronte agli errori, ne ha parlato nel libro The Lean Startup. La traduzione in italiano non è all’altezza ma se serve eccola qui.
Copertina di Miikka Luotio.

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