Test rapido per scoprire quanto siamo ingordi

Ingordo:
Che denota insaziabile e riprovevole voracità o avidità: i. di cibo, di denari

Definizione da: Oxford Languages

Ecco qui il test. Richiede grande sforzo:

Fine.

L’ingordigia, il consumismo ed il sistema economico

Il nostro attuale sistema economico spinge le persone al consumismo.

Il consumismo è un fenomeno economico-sociale tipico delle società industrializzate , nelle quali viene incoraggiato l’acquisto di beni e servizi in quantità sempre maggiori.

Wikipedia

C’è interesse affinché noi consumiamo, che ci sia utile o meno.

L’atteggiamento dell’ingordo è quindi sempre più accettato, anzi osannato. Facciamo qualche prova: questi atteggiamenti sono socialmente accettabili, oggi?

  • Cambiare macchina anche se funzionante.
  • Sfondarsi al ristorante All You Can Eat, per ammortizzare il prezzo d’ingresso.
  • Ogni anno, appena annunciati i nuovi iPhone, far cadere distrattamente il vecchio.
  • Dopo la promozione a manager, dare il buon esempio lavorando più di tutti.

In modo più o meno spudorato, tutti questi comportamenti sono ingordi, nel senso che mirano ad ottenere sempre di più, senza un limite. Allo stesso tempo essi danneggiano chi li mette in pratica.

Compariamo questi atteggiamenti, normalissimi oggi, con la mentalità estremamente frugale dei nostri bisnonni:

“Acqua corrente a casa? Macché, sto solo a 150 metri dalla fontana pubblica!”

Un qualche vecchio delle Alpi lombarde.

Oggi come allora, quello che si considerava giusto dipendeva dal contesto. Non possiamo avere la presunzione che la strada più battuta, oggi, sia quella “giusta”.

L’ingordigia e la felicità

L’ingordigia non rende felici, tutt’altro. Ci fa stare sempre in tensione, desiderosi di qualcosa che ancora non abbiamo. E quando l’abbiamo raggiunta la gioia è breve. Presto subentra un nuovo desiderio, poi un altro ed un altro ancora in un ciclo infinito.

Lavoriamo per poterci permettere i nostri vizi e questi non ci soddisfano mai, quindi dobbiamo sforzarci di più per averne di nuovi e più grandi, come fossero una droga. Non ci basta lo stipendio, non ci bastano le cose che abbiamo e in questa eterna lotta perdiamo quello che davvero conta: le relazioni con chi ci è caro, la gioia di fare del bene a qualcuno, la soddisfazione di creare qualcosa per il solo gusto di farlo. La serenità del contemplare il mondo senza volerlo per forza domare. La calma, il tempo da vivere.

Che fare

Torniamo al test con cui abbiamo esordito. Due sono le risposte. Una è quella corretta.
Chiediamoci, ogni volta che sentiamo montare l’ingordigia:

“Quanto mi basta?”

Non è necessario andare oltre tale soglia. Non è necessario per forza avere il massimo, spendere tutto, dare sempre il 110% fino alla nostra morte.

Ci basta un trilocale per vivere? Bene, perché prendere di più? Oggi possiamo permettercelo, ma domani? Dovremo lavorare per sempre per pagare casa? Avere una McMansion ci renderà forse persone migliori o felici?

Ci basta la vecchia Lancia Y? Perché prendere una Audi a rate? Non migliorerà la nostra esistenza per più di quattro mesi, e la pagheremmo per anni

E quello che ci avanza? Investiamolo senza doverci pensare oltre, staremo acquistando sicurezza e libertà, cose di cui davvero non abbiamo abbastanza! Oppure possiamo donarlo, o bruciarlo, quello che volete. Il punto è:

Non compriamoci l’ennesimo cappio pensando che si tratti di una collana.

Foto di copertina by freestocks on Unsplash

Prima di lasciarci…

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