Non voglio più lavorare troppo - Copertina - ragazzo esausto davanti al computer

Perché non voglio lavorare troppo

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Non voglio lavorare troppo. Non voglio lavorare senza un adeguato compenso. A volte non voglio lavorare e basta. Se sei qui, pare che non sono il solo.

Come primo lavoro, scelto malamente, facevo il consulente informatico.

Ho sempre pensato che se ti pagano 8 ore sei autorizzato a lasciare l’ufficio appena scadono, salvo situazioni eccezionali. A quanto pare non tutti la pensavano così: lavorare di più, o darne l’impressione, era la ricetta per fare carriera.

Ho capito anni dopo perché con quella ricetta si ottengono pessimi risultati. Ho capito che non voglio lavorare in quel modo e che si può ottenere molto di più smettendo di lavorare troppo.

Non voglio più lavorare troppo

In molti ambienti lavorativi lavorare oltre l’orario d’ufficio fa parte dell’etichetta. Non farlo scatena sguardi di rimprovero e, si racconta, mancate promozioni.

Alcuni miei cari amici sono ancora convinti che un giovane che voglia fare carriera dovrebbe dimostrare spirito di sacrificio e subirsi 10 ore al giorni di media. Per far gavetta. E chiaramente non retribuite.

Io non lavoro più così ormai da anni. Lavorare troppo è controproducente, sia da un punto di vista professionale, poiché si ottiene di meno, sia da uno umano, poiché si gode di meno di della nostra breve vita.

Non si tratta di una preferenza personale, quello che dico farebbe del bene a tutti. E vale sia che tu sia dipendente sia che tu sia imprenditore. Lascia che lo dimostri.

Perché ti pagano?

Non giriamoci troppo intorno, quando lavori hai un obiettivo principale: venire pagato.

Perché qualcuno dovrebbe pagarti? Non è una domanda banale. Dopotutto nessuno qui ti deve nulla e fino a qualche tempo fa ci si divertiva a vedere i meno fortunati sbranati dai leoni. Perché, quindi, dovresti ricevere del denaro?

Il motivo è uno solo: perché crei valore per qualcun altro.

Crei un paio di scarpe artigianali per un cliente e questo, gradendole e trovandole utili, ricambia pagandoti.

Ottimizzi un processo aziendale ed il tuo datore di lavoro, risparmiando grazie al tuo intervento, ti premia con un aumento.

Vendi 10 case, rendendo entusiaste sia le famiglie che le hanno acquistate che quelle che le hanno vendute, e ricevi una ricca commissione dall’agenzia per cui lavori.

Ti pagano per il valore che crei - immagine mercato agricolo
Il tuo lavoro mi è d’aiuto, ecco a te dei soldi in cambio. Foto di Alex Hudson.

Vieni pagato per il valore che crei per la tua azienda o per i tuoi clienti.

💬 Se nel tuo caso non è così, scrivilo nei commenti che sono curioso!

Può darsi che il tuo datore di lavoro sia un po’ tocco e, nonostante tu crei grande valore, non te lo riconosca. In tal caso, visto che sei nel libero mercato del lavoro, dovresti cercare altro, peggio per lui.

Potrebbe anche darsi che non hai chiaro come ottenere di più nel tuo lavoro e che pensi di creare valore quando in realtà non è così. Anche per questo problema c’è il libero mercato del lavoro: se nessuno ti vuole forse non sei così indispensabile come credi.

Ora proviamo a chiederci: come possiamo aumentare il profitto dal nostro lavoro?

La via più sensata ed affidabile sul lungo termine è aumentare il valore che produci. Ci sono due modi per farlo.

Smettere di lavorare troppo a lungo - Orologio alla parete
Se solo avessi un martello… Foto di Renel Wackett.

Creare valore lavorando più ore

Se in 8 ore produciamo 8 prodotti, lavorandone 10 ne produrremo 10, corretto?

In parte sì, aumentando la quantità di lavoro potremo produrre di più, ma ci sono diversi problemi con questo approccio:

Il tempo a nostra disposizione è comunque limitato.

Se mi pagano 10€ all’ora, lavorandone 8 ne guadagno in totale 80€. Lavorandone 10 ne guadagnerò 100€ (più straordinari, forse), ma non posso guadagnarne 1000€: non ci sono abbastanza ore in un giorno per farlo.

Il rendimento delle ore extra è decrescente

Hai già lavorato 8 ore dando il meglio di te per creare 8 prodotti. A questo punto sarai stanco morto e la tua produttività ai minimi. Ci metti altre due ore di lavoro facendo del tuo meglio ma riesci a produrre soltanto 1,5 prodotti invece dei 2 che ti aspettavi.

Dopo settimane di quella vita parti al mattino che sei già stanco e la tua produttività ne risente. Nelle 10 ore di lavoro finisci per produrre solo 9 prodotti in totale.

Dopo anni di sforzi ai limiti sei talmente cotto che rischi d’infortunarti o di andare in burnout. Fermarsi diventa obbligatorio e finisci per non lavorare (e non guadagnare) finché non recuperi.

Non voglio lavorare - Risultati lavorando più tempo

Il valore aggiunto di un’ora di lavoro diminuisce con l’aumentare delle ore fatte. Oltre un certo limite non sarai più produttivo.

Peggiora la qualità della vita

Come se non bastasse, ammazzandoti di lavoro finisci per non goderti la vita, restare demotivato e spento. Tutta qui la vita? Sgobbare e basta? No grazie.

Lavorare troppo è la ricetta per il disastro. Sul breve termine potrebbe essere una buona via per raggiungere alcuni obiettivi finanziari, ma non è sostenibile sul lungo periodo.

C’è un’altra strada.

Creare valore lavorando con più qualità

Supponiamo che tu sia un operaio addetto al montaggio di tende da sole. Invece di sgobbare ciecamente decidi di essere attento e sollecito nel lavoro. Tratti molto bene i clienti ed ottimizzi tutti i processi di lavoro.

Questa tua capacità ti permette di migliorare ogni anno le tue competenze, di essere più veloce, più affidabile e di portare all’azienda vari nuovi clienti che contattano proprio te direttamente, non il reparto vendite.

Se il tuo capo non è scemo ti terrà in grande considerazione. Sei la punta di diamante dell’azienda e come tale vai ricompensata.

Non c’è limite alla qualità che puoi aggiungere, anzi, più ne aggiungi e più ogni aggiunta diventa grande e rilevante.

Non voglio lavorare - Risultati lavorando con più qualità

La crescita diventa esponenziale!

E se il tuo capo non vede il tuo valore? Puoi cambiare azienda oppure metterti in proprio. Dopotutto i clienti li conosci ed i processi pure, il salto è breve.

Ma diciamo pure che lavori in un settore che detesti o in cui non c’è possibilità di crescita. In tal caso la cosa migliore che puoi fare è lavorare il meno possibile e dirottare tutte le tue energie residue per crearti una carriera alternativa in cui poter sbocciare.

Fare straordinari, sul lungo termine, non ti porterà a nulla.

Non lavorare troppo conviene

Lavorare troppo ha senso soltanto per brevissimi periodi, ad esempio per crearsi un fondo d’emergenza, per tirarsi fuori dai debiti o per gettare le basi per un minimo d’indipendenza finanziaria.

Sul lungo termine, invece, conviene sempre concentrarsi sulla qualità: aumentare le competenze, allargare le cerchie di conoscenze e migliorare i nostri processi lavorativi per ricavare ulteriore tempo.

Il problema è che non puoi fare entrambe le cose: le risorse che dedichi a fare straordinari non puoi dedicarle alla tua crescita, poiché per crescere e migliorare serve essere freschi e riposati. Devi anche lavorare con più attenzione, cosa che non è possibile fare per troppe ore.

Insomma: o lavori bene o lavori tanto.

Puntando sul lavoro straordinario aumentiamo le ore fatturate con tanta fatica.
Puntando sulle competenze aumentiamo la nostra tariffa oraria, con meno fatica.

Infine, la qualità della vita sarà molto migliore perché saremo più motivati e più coinvolti in quello che facciamo.

Avremo anche più libertà di scelta e potremo chiederci cosa fare se…

Foto di Zach Betten.

Non voglio più lavorare e basta

Io non voglio lavorare, figurarsi se ho voglia d’impegnarmi nel lavoro!”

Eppure la verità è che non smetterai mai di “lavorare”, salvo che per periodi relativamente brevi. In un modo o nell’altro farai qualcosa di produttivo, anche se vivi di rendita.

Gli esseri umani sono fatti così: cerchiamo un modo per esprimere la nostra creatività e renderci utili.

Quando sarai coinvolto e competente e quando lavorerai quanto è giusto per te non ti sembrerà neanche di lavorare.

Potrai chiamare la tua occupazione come ti pare. Filantropia, ecco.

Approfondimenti

  • 4 ore alla settimana, di Tim Ferriss ti presenterà tante idee per lavorare molto di meno ma ottenere molto di più. L’obiettivo? Lavorare soltanto 4 ore la settimana.
  • Rest, di Alex Soojung-Kim Pang, spiega perché si ottiene di più quando c’è un buon equilibrio tra lavoro e tempo libero, quando si riposa a dovere e si è coinvolti a pieno nelle proprie attività. Solo in lingua inglese.
Copertina di Nubelson Fernandes.

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Gabriele

Che bravo che sei!
Complimenti.

Gabriele M.