Diventare adulti

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Consiste nel vivere al meglio l’esistenza che abbiamo scelto, lasciandoci dietro le strade alternative. È una questione di attitudine mentale, non di età.

Mio nonno diventò adulto nel periodo tra i 12 ed i 15 anni.
Erano gli anni ’40, un periodo in cui le strade da seguire erano ancora poche e ben consolidate da millenni e da tradizioni. Ha imparato un mestiere, ha scelto di voler avere una moglie ed una famiglia. Ha seguito quella strada fino in fondo e ne ha tratto il massimo, con tante avventure lungo il percorso.

Io sono diventato adulto dopo i 30 anni.
Lo sono diventato anche io quando ho deciso che volevo costruire una famiglia, rinunciando alle altre vie che avevo aperte fino a quel momento. Il processo non è stato privo di dubbi, ancora oggi qualche domanda mi rimane, ma non c’è alcuna esitazione sulla strada che voglio percorrere né sul perché la voglio percorrere.

A 60 anni si può non essere ancora adulti.
Basta seguire una via, poi un’altra. Cercare la felicità in un’auto nuova o in una nuova avventura, imitando qualcun altro. Basta non conoscere se stessi, non decidere, non essere disposti a sacrificarsi. Tenere tutte le porte aperte e non attraversarne nessuna. Io ero così, so come si fa.

Una porta. Evocativo, eh? Foto di Jan Tinneberg.

Che cosa significa diventare adulti

Possiamo dividere la vita in 4 fasi, l’età adulta è una di queste.

Infanzia

Durante l’infanzia capiamo le regole del gioco, impariamo ad usare il nostro corpo, a socializzare e sviluppiamo le competenze di base che ci serviranno nella vita. Impariamo a giocare il gioco della vita con tante mani a carte scoperte, gente che ci aiuta e con qualcuno che ci fa da scudo e si addossa le nostre responsabilità.

Adolescenza

Durante l’adolescenza esploriamo le strade davanti a noi. Avendo ancora poche responsabilità, possiamo sperimentare molto. Proviamo ad appartenere a diversi gruppi sociali, ad impegnarci per una causa, proviamo i primi amori, contempliamo la scelta di un mestiere e di tante passioni. Apriamo tante porte e ci sbirciamo dentro.

Età adulta

L’obiettivo dell’età adulta è quello di scegliere una delle nostre possibili esistenze e di viverla al meglio. Siamo chiamati ad attraversare una sola porta con la convinzione di non dover mai più tornare indietro. È il momento in cui rinunciamo a percorrere strade che non sono più in linea con la nostra identità. Avremo chiare le nostre priorità.

Vecchiaia

In vecchiaia guardiamo indietro al percorso fatto, qualsiasi esso sia e qualsiasi ne siano stati i traguardi. Se saremo saggi a sufficienza, saremo contenti poiché abbiamo fatto del proprio meglio ed abbiamo vissuto con integrità e coerenza. È questo il momento di maturare al punto da affrontare la morte con serenità e dare più spazio agli altri.

Ecco le varie fasi con una metafora, quella dell’arciere.

Non ci sono vincoli d’età né di durata. L’unica fase che richiede un certo tempo è l’infanzia, tempo necessario per la maturazione del nostro corpo e della nostra psiche. Le altre fasi potrebbero durare mesi come decenni. Si può restare eterni adolescenti come si può diventare vecchi saggi a 16 anni, dipende da tanti fattori e dagli eventi.

Eterni adolescenti

La fase dell’adolescenza si raggiunge quasi in automatico, finita la maturazione dell’infanzia, ma rischiamo di rimanervi intrappolati. La società contemporanea non aiuta più a diventare adulti:

  • Il lavoro è spesso precario e poco stimolante;
  • Non esistono più guide morali forti e condivise;
  • Ci illudono che si possa realizzarsi comprando roba;
  • Il tessuto sociale è polarizzato e sfilacciato;
  • È normale non prendersi le proprie responsabilità;
  • Ci sono tantissime possibili strade da prendere, molte di più rispetto a 100 anni fa;
  • Subiamo l’influenza altrui in modi mai visti (marketing, social media, notizie);
  • Viviamo nell’abbondanza e sfuggire alla miseria non è più una missione;
  • Il futuro viene presentato tetro e lamentoso.

Meglio continuare a sperimentare qua e là nuove cose per trovare chi siamo, come se fosse là fuori e non qui dentro. Non mettere tutte le uova nello stesso paniere, se stiamo investendo troppo in una strada meglio tornare indietro e diversificare.

È un po’ come vivere in corridoio per il solo fatto che da lì possiamo potenzialmente andare in ogni stanza della casa, che bello!

Sfatiamo un mito: l’adolescenza non è la fase più bella. Diventare adulti è fantastico quando si accettano le responsabilità che ne derivano. Diventare vecchi è stupendo se si sviluppa la saggezza necessaria. Non mi riferisco alla età anagrafica ma alla attitudine verso la vita: tutte le fasi sono belle e faticose allo stesso modo, sono solo molto diverse.

Diventare adulti

Quindi l’obiettivo dell’età adulta è percorrere, impegnandoci al massimo, una sola tra le esistenze possibili che abbiamo esplorato durante l’adolescenza.

Non intendo dire che dobbiamo pianificare tutto in partenza, né che non ci saranno deviazioni, incertezze o difficoltà. Quello che intendo è che per diventare adulti dobbiamo abbracciare una missione e che la nostra identità è abbastanza stabile da rimanervi fedeli a lungo. Si possono avere anche più missioni, purché le priorità siano ben chiare quando queste saranno in contrasto tra loro.

Ad esempio, io ho scelto di diventare padre di famiglia, questa è la mia missione. Non era scontato che lo sarei diventato, solo che ci avrei provato. Non è scontato che potrò accompagnare mia figlia fino alla mia vecchiaia, potremmo doverci separare per qualsiasi motivo prima del tempo, ma ci sarò finché potrò. Non è scontato che la relazione con mia moglie duri in eterno, ma farò del mio meglio per coltivarla a dovere e mantenerla sana. Farò del mio meglio per dare alla mia famiglia il meglio di me e la massima priorità, anche quando avrò esitazioni o dubbi.

L’unico dubbio che non ho è che, una volta presa questa strada, ce la metterò tutta. Diventare adulti non significa “avere successo” secondo una qualche misura o raggiungere un obiettivo, solo scegliere di percorrere fino in fondo una via senza rimetterla in discussione. Dopo tutto posso solo influenzare alcune cose, non decidere il finale della storia.

È un sentiero a senso unico quello tra le varie fasi della vita. Diventati adulti lo si rimane e si lavora per passare alla fase successiva, se si riesce.

Eh, vecchio felice, se sapessimo il tuo segreto… non lo applicheremmo. Tipico.
Foto di AJ.

La vecchiaia

Non so come diventare vecchio. Ho idea che bisogni aver vissuto a fondo la propria missione da adulti ed avere la consapevolezza di aver fatto del proprio meglio qualsiasi ne sia stato l’epilogo.

So di alcuni giovanissimi che hanno già raggiunto la saggezza della vecchiaia, a volte a seguito di una malattia o per il loro impegno nella società. Non torneranno all’adolescenza, né perderanno la saggezza acquisita. Potranno sempre dirsi soddisfatti di quello che hanno fatto.

È un po’ come una lunga gita in montagna. Anche se sbagli strada e non raggiungi la cima sarai comunque soddisfatto del fatto che ce l’hai messa tutta, ne apprezzerai le fatiche ed i momenti salienti.

Vista in questo modo la vecchiaia è desiderabile: hai nel cassetto una vita ben vissuta. Non temi più la morte ed ogni nuova avventura è un dessert extra offerto dalla casa. A proposito, c’è questo mio zio, vecchio sia per saggezza che per età, che si è abituato ad inaugurare ogni giorno con una bella frase che mi sembra sia una ottima conclusione a questo articolo:

E così, ho scroccato un altro giorno!

Approfondimenti

Ecco qualche risorsa extra.

  • Messaggio per un’aquila che si crede un pollo di A. De Mello è uno dei miei libri preferiti, ormai l’ho consigliato diverse volte. Il tema centrale è la ricerca della felicità tramite la consapevolezza della realtà. Secondo me l’edizione italiana ha un titolo pessimo, che peccato.
  • L’uomo in cerca di senso. Uno psicologo nei lager e altri scritti inediti di V. Frankl, altro testo che consiglio fino alla nausea. Parla, tra le altre cose, del vivere una buona vita cercando quello che per noi ha significato e di come tale motivazione abbia un ruolo nella resistenza e nella felicità delle persone, anche nelle situazioni peggiori.
Copertina di Dim Hou.

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